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Green pass, al via la raccolta firme per il referendum abrogativo

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazione No Green Pass, Milano 31.07
Manifestazione No Green Pass, Milano 31.07 - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
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Il certificato verde, che diventerà obbligatorio dal 15 ottobre per tutti i lavoratori, divide la politica e l’opinione pubblica, e adesso arriva anche una raccolta firme (fisiche e digitali) per promuovere una consultazione popolare.
L’obiettivo è raggiungere le 500 mila sottoscrizioni che servono per proporre i quesiti. Sarebbe poi la Corte costituzionale a esprimersi sulla legittimità.

“i cittadini italiani hanno gradualmente preso coscienza del fatto che il green pass costituisce un palese strumento di discriminazione, che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, considerati intangibili dalla costituzione repubblicana”, lo scrivono i promotori del referendum.

Per un approfondimento, Sputnik Italia ha raggiuto uno dei promotori del referendum, Prof. Francesco Benozzo, docente di filologia romanza all’Università di Bologna.
© Foto : Francesco BenozzoFrancesco Benozzo
Francesco Benozzo - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
Francesco Benozzo
— Professore, potrebbe spiegarci le ragioni del No al Green Pass?
— Mi pare che si tratti di un subdolo provvedimento coercitivo e intimidatorio, non degno di uno stato post-risorgimentale. Riassumerei la questione così: io ho il diritto, garantito dalla Costituzione, di curarmi e prendermi cura di me e dunque degli altri come meglio credo, nessuno può impormi una cura che non voglio, nemmeno in stato di emergenza, nemmeno in stato di guerra, a meno che non ci sia una legge che lo sancisce.
Non essendoci attualmente alcuna legge che impone il vaccino, le misure attuate col Green Pass, che obbligano di fatto alla scelta se farsi sospendere dal lavoro o ubbidire a qualcosa di illegale – misure travestite retoricamente in termini di obbligo morale e di rispetto degli altri, e con patetici e incommentabili slogan del tipo “ma nessuno ha il diritto di infettare”– sono qualcosa di inaccettabile, che naturalmente fa leva su argomenti che niente hanno a che fare col Green Pass (i morti per/con/di/ Covid, le bare di Bergamo, i richiami presidenziali e papali, ecc. ecc.) e che trovano una sponda di indignazione e odio nelle popolazioni ormai assuefatte e una legge in larga parte lobotomizzate. Detta in sintesi, il Green Pass è una vigliaccata. Chi si vaccina fa una scelta non tutelata, di cui è l’unico responsabile.
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Il signor Draghi e i suoi aiutanti facciano, se ne hanno il coraggio, una legge di obbligatorietà vaccinale, che costringa coloro che hanno scelto diversamente a inocularsi ciò che non hanno intenzione di inocularsi (chiamiamolo pure, per convenzione, “vaccino”). Non è invece accettabile la presa per i fondelli dei cittadini. Sembra che siamo tornati, come in una sconcertante macchina del tempo, alla figura del “tiranno velato” ("qui sub quodam velamine non iure principatur in civitate") di cui parlava Bartolo da Sassoferrato alla fine del Trecento.
— Chi sono i promotori del voto popolare, siete tutti No-Vax? Quali settori rappresentate?
— Intanto registriamo in questi giorni che i cosiddetti No-Vax e i loro rappresentanti mediatici stanno in gran parte contestando e osteggiando la proposta referendaria. Ho letto di tutto: che io e gli altri due proponenti siamo in missione per Soros, che siamo parte dei servizi segreti al soldo del Governo e anche che io, nel corso degli anni, ho sempre mandato messaggi satanici con le mie opere poetiche e musicali. I promotori del voto popolare sono invece in larga parte studenti e lavoratori di diversi settori che si sono stufati di questa situazione, delle ripetute angherie travestite da tutela del popolo e del clima di odio che accompagna ad arte tutto questo.
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— L’art. 3 della Costituzione italiana dice che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. In pratica però non è così, basta guardare ai casi dei cosiddetti “orfani del Green Pass” – gli italiani residenti in Russia e Cina, ma anche in America Latina e altri Paesi vaccinanti con i farmaci non approvati dall’Ema. State difendendo anche i loro diritti?
— La situazione che lei descrive è, a mio parere, una delle centinaia di situazioni e aporie che un Governo, ormai ossessionato solo dal fatto di smaltire dosi di vaccino e di acquistarne altre (tanto che non mi stupirei se a breve ci dicessero di vaccinare anche animali – e già anzi si è cominciato – piante, pietre, e oggetti di uso comune tipo materassi e vestiti), sta creando, con disservizi paradossali e contraddizioni degne di uno spettacolo di cabaret da sagra paesana. Il referendum, denunciando una situazione surreale che viviamo, tutela e difende i diritti di tutti coloro che la subiscono.
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— E cosa pensa invece della “trappola” nella quale sono finiti i cittadini sammarinesi vaccinati con lo Sputnik?
— Direi che sono tutte varianti del delirio vaccinomane e vessatorio che siamo costretti a sopportare.
— Tornando al referendum. Il vostro obiettivo è di raccogliere 500 mila firme. A che punto siete in questo momento? Quando pensate di raggiungere la soglia minima necessaria?
— Non le so rispondere al momento. L’impresa è titanica. Ma a chi parla di rischi di fallimento del referendum, chiedo quale sia l’alternativa concreta che propone. Perché, vede, non siamo intellettuali che si beano delle proprie proposte. Paghiamo anche noi in prima persona.
Io sono, ad esempio, in attesa, non intendendo per coerenza né vaccinarmi né fare dei tamponi che finiscono dentro alla tessera verde, di sospensione dal mio lavoro, con le difficoltà enormi che questo comporterà in termini economici, di pignoramento dei pochi beni che posseggo e di altre difficoltà che ora non è il caso di illustrare. La soglia minima necessaria la raggiungeremo solo se ci si tornerà a concentrare sulle primavere e non sulle rondini, su cui disquisiscono in queste ore i guru della comunicazione alternativa, che scopro tristemente animati dagli stessi metodi di coloro che essi contestano.
— Il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo si è espresso sull’ipotesi di un referendum in questa maniera: "Tutti gli strumenti di democrazia quando vengono adottati vanno bene. Io sono per adottare la Costituzione e la democrazia. Poi decideranno i cittadini sulla base delle loro scelta”. Vuol dire che le autorità che hanno introdotto il Green Pass vi sostengono in qualche maniera e quindi saranno pronti a fare un passo indietro? Qual è la Sua lettura di queste parole?
— Non credo proprio che il Generale Figliuolo ci sostenga! Al di là delle ragioni per cui si è espresso in questa maniera – che personalmente immagino siano legate a una previsione di fallimento dell’iniziativa – rispetto molto, anche come anarchico, le sue parole, certamente più rispettose delle istituzioni democratiche di quanto non siano quelle di alcuni politici che hanno ridicolizzato il referendum, dimenticando che, così facendo, stanno venendo meno ai principi che essi dovrebbero incarnare in quanto rappresentanti di uno stato che, fino a prova contraria, dovrebbe garantire ai propri cittadini questo strumento di democrazia diretta.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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