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Allarme fondazione Gimbe: crollo dei nuovi vaccinati

© Sputnik . Aleksander GalperinVaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
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Allarme attivato dalla Fondazione Gimbe per il netto crollo dei nuovi vaccinati, - 41% in due settimane. Buone notizie per quanto riguarda l'andamento dei dati epidemiologici, in calo i nuovi ricoveri, i contagi e le terapie intensive; stabili i decessi.
Nonostante le notizie positive sull'andamento statistico della curva epidemiologica, preoccupano i numeri dei nuovi vaccinati: 41% in meno in due settimane.
Questo il campanello di allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe, nel suo report settimanale sulla situazione dell'epidemia di SARS COV-2.
Netto decremento, a quanto pare, della campagna vaccinale, per quanto riguarda la prima dose, dato che desta preoccupazione, anche in vista della data del 15 ottobre, quando il green pass diventerà obbligatorio su tutti i luoghi di lavoro pubblico e privato.
Nel monitoraggio relativo alla settimana dal 15 al 21 settembre, la Fondazione sottolinea un calo di tutte le curve, eccetto quella dei decessi, al 21 di questo mese stabile. Calo evidenziato dei casi, scesi da 34mila a circa 29mila, con un decremento del 14,9%, i ricoveri scendono a quota 3.937 da 4.165 della settimana precedente, evidenziando una diminuzione del 5,5%. In calo anche le terapie intensive, da 554 a 516. I decessi sono stabili (+ 1,3%), passati da 389 a 394.

"Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri, che si attesta a 4.097", dice Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.

Per quanto riguarda l'incidenza della malattia sul piano regionale, il trend registrato evidenzia il fatto che in solo quattro regioni vi è un incremento in percentuale dei nuovi casi e in sole 35 province sul totale si è rilevata un'incidenza pari o superiore ai 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. In nessuna regione è stata superata la soglia dei 150 contagi.

Allarme sui nuovi vaccinati

Ma a destare preoccupazione è l'andamento delle vaccinazioni. Sebbene non manchino buone scorte di vaccino, con 10 milioni di dosi a disposizione dei cittadini, si è evidenziato un calo del 41% in due settimane, evidenzia la Fondazione.
Calo delle somministrazioni settimanali, con una quota di 1,48 milioni e media mobile di 212mila dosi di vaccino somministrate al giorno.
486mila solamente i nuovi vaccinati nell'ultima settimana.
Il Presidente della Fondazione fa sapere che vi era stata una "timida risalita a fine agosto (831mila)'', ma che, ad oggi, la quota è crollata a 487mila unità.
"Stante l’attuale e ingiustificata indisponibilità pubblica di dati sulle prenotazioni, non è possibile sapere in che misura questi numeri saliranno nelle prossime settimane per effetto dell’estensione dell’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro”, ha poi aggiunto Cartabellotta, destando preoccupazione in vista della data imminente. Si teme insomma una corsa all'ultimo vaccino da parte di coloro che stanno tardando in questo periodo, con il rischio di un affanno delle strutture sanitarie e degli operatori del settore, in vista appunto del 15 ottobre prossimo.
Ad esitare maggiormente gli over 50, e un freno è evidenziato anche nella fascia di età dei 12-19 anni, in cui a destare preoccupazione è il fatto che quasi 1,5 milioni di giovani non hanno ricevuto neanche la prima dose. Ci sono poi 3,7 milioni di over 50 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale e ben 2,8 milioni che non hanno fatto neanche una dose. Tra gli over 50, l'incremento settimanale è stato dello 0,6%.
Anche se con un ritmo in declino rispetto ai periodi precedenti, si sottolinea un aumento delle somministrazioni nella fascia di età 20-30.

La situazione nelle scuole

"Nelle scuole non esiste il rischio zero di contagio”, dice Cartabellotta.

In relazione al fatto che quasi 1,5 milioni di giovani non abbiano ancora ricevuto neanche la prima dose, il Presidente fa notare che la cosa desta una certa preoccupazione.
La scuola presenta nodi cruciali ancora da sciogliere, in quanto, oltre appunto alla questione dei non vaccinati, anche tra il personale, rimane aperto il discorso relativo all'esenzione dall'uso delle mascherine. Fa notare il Presidente della Fondazione, citando uno studio del Center for Disease Control and Prevention, che l'abbandono dell'uso delle mascherine obbligatorie nelle aule di scuole, in base allo studio, non avrebbe alcun fondamento scientifico. Altro punto di criticità il distanziamento non obbligatorio e la necessità di un monitoraggio periodico sulla situazione soggetta a fluttuante e rapida evoluzione.
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