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Papa Francesco: "I Rom sono fratelli, dobbiamo accoglierli"

© Sputnik . Vladimir Astapkovich / Vai alla galleria fotograficaPapa Francesco
Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 22.09.2021
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Durante l'udienza generale, il pontefice ha ripercorso le tappe del viaggio a Budapest e in Slovacchia, rammentado gli incontri con le altre Chiese cristiane, gli Ebrei e le altre Confessioni religiose.
"I Rom sono fratelli, dobbiamo accoglierli". Lo ha detto Papa Francesco nell'udienza generale di mercoledì mattina, dopo aver ricordato le tappe del suo viaggio a Budapest e in Slovacchia, definite un pellegrinaggio di "preghiera, alle radici della fede e di speranza".
La prima tappa del viaggio del Papa è stata Budapest, per la Santa Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale. Il Papa ha ricordato la grande partecipazione alla celebrazione.

"Il popolo santo di Dio, nel giorno del Signore, si è riunito davanti al mistero dell’Eucaristia, dal quale continuamente è generato e rigenerato. Era abbracciato dalla Croce che campeggiava sopra l’altare, a mostrare la stessa direzione indicata dall’Eucaristia, cioè la via dell’amore umile e disinteressato, dell’amore generoso e rispettoso verso tutti, della fede che purifica dalla mondanità e conduce all’essenzialità", ha detto.

Francesco ha sottolineato come la fede allontani dalla mondanità", che definisce un "tarlo che ci rovina da dentro".
Quindi ha parlato della celebrazione a Šaštín, in Slovacchia, presso il Santuario della Vergine dei Sette Dolori, dove "un grande popolo di figli è accorso per la festa della Madre, che è anche la festa religiosa nazionale".
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Il pellegrinaggio alle radici

Per il Pontefice, il viaggio è stato anche un "pellegrinaggio alle radici", radici da non custodire come "reperti da museo", radici "non ideologizzate e strumentalizzate per interessi di prestigio e di potere, per consolidare un’identità chiusa", perché questo "vorrebbe dire tradirle e sterilizzarle".
"Incontrando i fratelli Vescovi, sia a Budapest sia a Bratislava, ho potuto toccare con mano il ricordo grato di queste radici di fede e di vita cristiana, vivide nell’esempio luminoso di testimoni della fede", ha proseguito.
In particolare, ha definito Cirillo e Metodio come dei "modelli da imitare", per lo "spirito e il metodo di evangelizzazione".
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Accogliere i fratelli Rom

Rendendo poi omaggio alle Suore Missionarie della Carità del Centro Betlemme a Bratislava, ha rivolto il suo pensiero alla "comunità Rom e a quanti si impegnano con loro per un cammino di fraternità e di inclusione. È stato commovente condividere la festa della comunità Rom: una festa semplice, che sapeva di Vangelo. I Rom sono fratelli dobbiamo accoglierli".

L'invito all'unità interconfessionale

Lancia quindi il suo monito all'unità "con i diversi riti della Chiesa Cattolica, insieme con i fratelli di altre Confessioni cristiane, insieme con i fratelli Ebrei, insieme con i credenti di altre religioni, insieme con i più deboli".
"Questa è la strada - conclude - perché il futuro sarà di speranza se sarà insieme, non da soli".
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