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Giovannini: “Sui cantieri nessun ritardo e per la transizione green ci sono 43 miliardi di euro”

© AFP 2021 / Andreas SolaroEnrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti
Enrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti - Sputnik Italia, 1920, 22.09.2021
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Il ministro delle Infrastrutture ribadisce che la svolta ecologica non andrà a danno delle famiglie, il governo lavora per tutelare le categorie più fragili, sia sulle bollette, che sul trasporto pubblico locale.
Nuovi bus a idrogeno ed elettrici, efficientamento energetico, colonnine di ricarica, cantieri sbloccati e grandi opere, mobilità su rotaia.

Sono tutti elementi del piano complessivo per realizzare la svolta verde, che è inserita nel Pnrr e per cui ci sono a disposizione 43 miliardi di euro di fondi.

Il ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili Enrico Giovannini spiega a La Stampa come realizzare la transizione energetica ed ambientale senza pesare sulle famiglie più fragili e sulle fasce più deboli della popolazione.

“La transizione ecologica è necessaria, oltre che essere una grande opportunità. Ha dei costi, ma il governo, come ha già fatto nei mesi scorsi, è impegnato ad evitare che l’aumento dei prezzi ricada sulle famiglie più fragili”, garantisce.

Le grandi opere e i cantieri

Giovannini parte parlando delle grandi opere, della mobilità a lunga percorrenza e del lavoro dei commissari nominati per curare i cantieri più complessi, su cui, assicura, non ci sono ritardi.
“Alcune sono già partite, penso all’alta velocità Napoli-Bari, altre sono già commissariate e sono in fase di avvio o di prosecuzione, altre ancora sono oggetto di bandi, come quelli recenti di Rete ferroviaria italiana”.

Nessun ritardo, “anzi. Dopo aver definito il Pnrr, abbiamo firmato e concluso, con mesi di anticipo rispetto agli standard, l’aggiornamento dei contratti di programma con Rfi e Anas”, dice con soddisfazione.

Dopo la prima tranche di fondi europei del Pnrr, adesso bisognerà raggiungere i 51 obiettivi stabiliti, sette dei quali fanno parte del Mims: Giovannini sottolinea che due impegni sono stati già raggiunti, si tratta di due riforme, quella per la Tpl e la velocizzazione per i progetti ferroviari.
Altri due obiettivi sono quasi raggiunti: il decreto infrastrutture e la velocizzazione dei contratti di programma delle Ferrovie. E la riforma del codice dei contratti è stata approvata “a giugno con sei mesi d’anticipo”.
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Caro bollette e materie prime: interverremo

Giovannini entra poi nel merito dei possibili rincari legati alla mancanza di materie prime e ai rincari.

“Stiamo seguendo con attenzione il tema, siamo già intervenuti con un provvedimento e, se necessario, interverremo ancora”, dice il ministro.

E sulla parte dell’aumento di bolletta legata ai rincari dei certificati Co2, Giovannini ammette che questa “componente pesa per il 20%, il forte aumento riguarda il prezzo del gas”.
La transizione avrà dei costi, che devono essere gestiti, e “il governo intende intervenire per evitare, come ha già fatto mesi fa, che l’aumento dei prezzi dell’energia ricada in particolare sulle famiglie più fragili. Ma la conversione ecologica è una necessità, oltre che un'opportunità”.
E per venire incontro anche alle categorie più deboli, oltre che per alleggerire l’impatto ambientale, è necessaria una riforma del trasporto pubblico locale.
“Penso che già ad inizio del 2022 si potrà varare una riforma profonda. Puntiamo ad un servizio di qualità, ecologicamente sostenibile e molto più diffuso di quanto non sia oggi”.
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