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Big Pharma nella lista nera di Aifa: un debito da 600 milioni di euro con l'Italia

© REUTERS / Carlo AllegriPalazzo di Pfizer a New York
Palazzo di Pfizer a New York - Sputnik Italia, 1920, 22.09.2021
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L'agenzia del farmaco ha pubblicato la lista delle aziende farmaceutiche che non hanno rimborsato il payback per il 2019. Alle casse pubbliche mancano ancora 660 milioni, circa il 40% del totale. La reazione di Farmindustria: "Ci sono contenziosi aperti, deciderà il Tar".
Aifa ha pubblicato la lista nera delle aziende farmaceutiche ancora in debito con lo Stato italiano per il rimborso parziale o totale del payback farmaceutico, ovvero "i versamenti effettuati per il ripiano della spesa farmaceutica". Nelle casse pubbliche mancano ancora 660 milioni di euro, circa il 40% della somma dovuta.
A fronte di un importo complessivo di ripiano pari a 1.361.431.242,46, le 156 aziende farmaceutiche presenti nell'elenco hanno versato l'importo di 757.226.116,07, corrispondente al 56% del totale richiesto, fa sapere Aifa.
La lista è stata pubblicata in data 15 settembre da Aifa e riguarda le somme per gli acquisti diretti per l'anno 2019, che andavano versate entro il 30 giugno 2021.
A Novartis spetta l'importo più alto, pari 139.227.462,09, ancora da versare. Allo stesso modo, Jannsen deve versare l'intera somma dei 74.443.545,29 euro dovuti, mentre Pfizer ha versato il 66% di 70.334.928,53.
Sulla vicenda si è espresso il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che lavora per Janssen.

"Credo che il mancato versamento di tutto il payback sia dovuto al fatto che ci sono dei ricorsi sulle metodologie di calcolo delle quote. Il Tar si esprimerà il 23 ottobre. A quel punto, i giudici fisseranno quanto realmente dovuto", ha detto, secondo quanto riportato da Repubblica.

Cos'è il payback?

Il payback è un meccanismo istituito dalla legge finanziaria del 2007 che consente alle aziende farmaceutiche di chiedere ad AIFA la sospensione della riduzione del prezzo del 5% per i farmaci di propria titolarità dietro versamento (pay-back) del relativo controvalore su appositi conti correnti indicati dalle Regioni.
L'importo deve essere corrisposto dalle aziende in un'unica quota annuale.
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