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Allarme Dia: cresce la Mafia dei colletti bianchi, il Pnrr nelle mire dei clan

© AFP 2021 / Filippo MonteforteTante domande vengono dopo aver letto le intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale
Tante domande vengono dopo aver letto le intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale - Sputnik Italia, 1920, 22.09.2021
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Nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia consegnata mercoledì mattina al Parlamento emerge una "grave contaminazione" dell'economia legale da parte delle organizzazioni criminali, per l'accresciuta "capacità imprenditoriale" favorita dalla Covid Economy delle mafie, che adesso puntano ai fondi europei.
La pandemia di Covid-19 ha rafforzato la capacità imprenditoriale delle mafie ed il radicamento sul territorio dei clan, saldando anche i legami con la criminalità transnazionale, tramite sodalizi stranieri. È quanto emerge dalla relazione della DIA sul secondo semestre del 2020 consegnata stamattina al Parlamento.

La capacità imprenditoriale delle mafie

Il rapporto evidenzia la tendenza della mafia "ad infiltrare in modo capillare il tessuto economico e sociale ‘sano’", che si è evidenziata ulteriormente per effetto della pandemia. Le organizzazioni criminali sono sempre più interconnesse con il tessuto imprenditoriale e lavorano per ampliare la propria sinergia con i colletti bianchi, "sostituendo l'uso della violenza, con linee d'azione di silente infiltrazione".
"In certi ambienti della politica e della pubblica amministrazione verrebbero anche replicate quelle strategie relazionali che, secondo logiche di totale asservimento agli interessi mafiosi, favoriscono sistemi e tecniche proprie dell’illecito (dall’evasione fiscale alla corruzione) con una grave contaminazione dell’economia legale”, si legge nel rapporto.
La Covid Economy ha accresciuto la capacità imprenditoriale delle mafie, accelerando quel "processo di trasformazione e 'sommersione' già in atto da tempo, senza però rinunciare del tutto all'indispensabile radicamento sul territorio e a quella pressione intimidatoria che garantisce loro la riconoscibilità in termine di 'potere' criminale".

Il radicamento territoriale

Sono 46 le cosche locali attive in diverse regioni italiane, tra cui 25 in Lombardia, 14 in Piemonte e 3 in Liguria. L'attività criminale di Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta non si ferma al confine italiano: i clan operano anche in alcuni Paesi europei come Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Germania, Austria, Repubblica Slovacca, Romania e Malta, nonché in Australia, Canada e Usa.
La crisi economica, dovuta alla pandemia di Covid-19, ha rappresentato un'opportunità per i clan, con particolare riferimento alle consorterie campane, per "strumentalizzare a proprio vantaggio" le difficoltà delle imprese.

"Le prestazioni previdenziali verso famiglie e imprese in crisi finanziaria – ricorda la Dia – rappresentano per i clan un’occasione per incrementare il consenso sociale e consolidare il proprio controllo del territorio. Ma connesso alla crisi finanziaria è anche il rischio ulteriore che la multiforme dimensione imprenditoriale delle principali organizzazioni camorristiche renda la crisi sanitaria ed economica un’opportunità per la diversificazione dei propri affari, soprattutto nei nuovi settori economici, strettamente connessi con il fenomeno pandemico, per il reinvestimento delle illimitate risorse illegali nelle imprese in crisi di liquidità e, più di tutto, per l’accesso ai finanziamenti pubblici stanziati per consentire il sostegno alle imprese e il rilancio dell’economia”.

Questa strategia mafiosa, inoltre, “si rivelerebbe utile anche per il riciclaggio e per l’infiltrazione nei pubblici appalti”.

Fondi europei nel mirino delle mafie

Mafia, Camorra e 'Ndranghera mirano ai fondi del Pnrr. Questo l'allarme lanciato dalla Dia.
I clan “potrebbero rivolgere le proprie attenzioni operative verso i fondi comunitari che giungeranno a breve, grazie alle iniziative del governo, per assicurare un tempestivo sostegno economico in favore delle categorie più colpite dalle restrizioni rese necessarie dall'emergenza sanitaria”, avvertono gli analisti della Dia.
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La mafia cambia pelle

La "metamorfosi evolutiva" in atto nelle organizzazioni criminali è confermata dalla riduzione delle "strategie cruente", per "concentrarsi progressivamente sulla silente infiltrazione del sistema imprenditoriale”.
Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, nel secondo semestre si registra un calo degli omicidi di tipo mafioso, che passano da 125 a 121, e delle associazioni mafiose, da 80 a 41. Di contro, aumentano i delitti connessi alla gestione illecita dell'imprenditoria, alle infiltrazioni nei settori produttivi e agli accaparramenti di fondi pubblici.
Gli episodi di corruzione e concussione sono passati da 20 a 27, l'induzione indebita a dare o promettere utilità da 9 a 16, il traffico di influenze illecite da 28 a 32, la turbata libertà degli incanti da 28 a 32.

Le nuove attività mafiose

L'evoluzione della mafia ne estende il campo di azione verso un nuovo tipo di attività, anche legate allo sviluppo delle tecnologie. Il rapporto evidenzia una vera e propria sinergia tra mafia e colletti bianchi, che gestiscono le attività economiche delle organizzazioni mafiose, sul territorio italiano e all'estero.

Oltre ai tradizionali settori di interesse, quali usura, l'attenzione delle organizzazioni si orienta sul settore del gioco d'azzardo e delle scommesse, collegate alle possibilità offerte dalle tecnologie di costituire società nei paradisi fiscali all'estero e creare circuiti paralleli, utilizzati anche per il riciclaggio di denaro.

Un altro settore di interesse è il contrabbando di prodotti energetici, che consente di immettere nel mercato prodotti ad un prezzo inferiore a quello praticato dalle compagnie energetiche. Infine, emerge come i clan facciano sempre più ricorso alle criptovalute, come bitcoin e il Monero, per sfuggire ai tracciamenti e al monitoraggio bancario.
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