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Referendum sulla cannabis: raggiunte le 500 mila firme. Ora cosa succede?

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Cannabis - Sputnik Italia, 1920, 21.09.2021
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I fautori della cannabis, come +Europa, l’Associazione Luca Coscioni e altri, hanno ottenuto il loro primo risultato: raggiunte le 500mila firme necessarie per richiedere l’indizione del Referendum grazie a SPID, il sistema di autenticazione digitale dello Stato che permette di raccogliere firme online e non solo presso i Comuni o nelle piazze.
Ma se le 500 mila firme sono state raccolte come prevede la Costituzione, è sempre quest’ultima a dettare le regole. Ora il passaggio successivo prevede il deposito delle firme presso la Corte Costituzionale, a cui spetta il compito di validare le firme e verificare insieme alla Cassazione che non vi siano state irregolarità o vizi procedurali nella raccolta.
Superato questo passaggio, previsto da una apposita legge costituzionale, il referendum sulla legalizzazione della cannabis sarà indetto e i cittadini potranno recarsi alle urne per votare sul tema della cannabis legale.

Non basta la maggioranza dei sì, serve il quorum

Qui l’ulteriore ostacolo, perché non basterà ai fautori della legalizzazione della cannabis presentarsi in massa alle urne per votare a favore della depenalizzazione. Il referendum abrogativo deve raggiungere il quorum, ovvero la maggioranza degli aventi diritto al voto si deve presentare ai seggi.
Significa che il 49% degli aventi diritto al voto non farà passare il referendum, anche se tutti a favore della legalizzazione, mentre il 51% dei votanti sì.
Questo significherebbe ancora che, nella dialettica politica che precederà il referendum, i fautori potrebbero spingere perché si vada a votare e gli oppositori, con molta probabilità, chiederanno l’astensione dalla partecipazione.

Cosa prevede il testo del referendum pro cannabis

Il testo del referendum abrogativo prevede un solo quesito e si può quindi votare a favore o a sfavore dell’intero blocco del quesito e non per parti di esso.
La formula sarà questa:
“Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza“, limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;
Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;
Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;”?”

Cosa sta chiedendo il referendum sulla cannabis agli italiani?

Il referendum sulla cannabis, agli italiani, chiede di eliminare il divieto alla coltivazione della sola cannabis, consentendo quindi la nascita di un mercato della coltivazione legale della pianta. Richiede inoltre la depenalizzazione del reato annesso, che prevede la reclusione da due a 6 anni.
Inoltre, il referendum chiede agli italiani di permettere a chi ha fumato cannabis di potersi mettere alla guida di un’auto, di un autobus, anche scolastico, o di un camion, senza più vedersi sospendere la patente di guida o il certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli (autotreni, autobus, taxi, ecc).
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