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Perché l’acqua su Marte è scomparsa? Uno studio scientifico propone una nuova spiegazione

© Foto : Courtesy of Southwest Research InstituteUn modello della formazione di Marte
Un modello della formazione di Marte - Sputnik Italia, 1920, 21.09.2021
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La scienza ha assodato che un tempo su Marte scorressero fiumi, vi fossero laghi e, probabilmente, anche interi oceani. Ma perché tutta quell’acqua è sparita, se ora il Pianeta Rosso non è altro che un paesaggio gelido, arido e polveroso? Un recente studio suggerisce una semplice, ma nuova, ipotesi.
Osservazioni satellitari, sonde, rover e lo studio di quelli che vengono chiamati 'meteoriti marziani', cioè rocce di origine marziana, ma cadute sulla Terra in seguito ad antichi forti impatti meteoritici sul pianeta, in grado di far schizzare nello spazio dei frammenti di superficie, dimostrano come il nostro vicino Pianeta Rosso un tempo avesse un aspetto ben diverso da quello attuale.
Fiumi, laghi e persino un intero oceano nell’emisfero nord erano, con ogni probabilità, presenti e per un lungo periodo Marte fu un pianeta ben più blu che rosso.
Poi qualcosa andò storto. Ma cosa?
L’ipotesi finora più accreditata era che Marte, ad un certo punto, perse la sua schermatura magnetica. Un campo magnetico troppo debole non è in grado di trattenere i venti solari e, senza schermatura, questi sono in grado di spazzare via l’atmosfera.
Senza un’atmosfera sufficiente, l'acqua in superficie non può esistere in forma liquida, per il semplice motivo che essa evapora senza una pressione sovrastante, quale che sia la temperatura del pianeta, passando direttamente da stato solido (ghiaccio) a gassoso.
Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, suggerisce che possa esserci però anche una ragione ancora più semplice, che, per altro, non esclude affatto un collegamento diretto con la precedente ipotesi. Marte avrebbe perso tutta la sua acqua semplicemente perché troppo piccolo.

"Il destino di Marte era segnato fin dall'inizio", ha affermato lo scienziato planetario Kun Wang della Washington University di St. Louis, primo autore dello studio. "Probabilmente esiste una soglia dei requisiti minimi per le dimensioni dei pianeti rocciosi, affinchè possano trattenere abbastanza acqua e rendano possibile la vita e la tettonica delle placche, ma la massa di Marte non è sufficiente", ha spiegato.

In effetti, il diametro di Marte è solo il 53% quello della Terra, quindi poco più della metà, con una forza di gravità 2,66 volte inferiore. Ciò, già di per sé, renderebbe impossibile per questo pianeta trattenere abbastanza elementi volatili, appunto come l’acqua, secondo i ricercatori, che sarebbero giunti a tale conclusione semplicemente tramite osservazioni statistiche.
Osservando il decadimento di un elemento moderatamente volatile quale il potassio, su 20 meteoriti di Marte, comparando poi questi dati con le note composizioni di altri oggetti interni del Sistema Solare, quali Terra, Luna e l'asteroide Vesta, gli scienziati hanno notato che esiste una correlazione diretta tra dimensioni del corpo celeste di appartenenza e velocità di decadimento del potassio.
In pratica, più un corpo è massivo, più il potassio, e quindi anche tutti gli altri elementi volatili, si disperdono lentamente.
"I meteoriti marziani sono gli unici campioni a nostra disposizione per studiare la composizione chimica della massa di Marte", afferma Wang, "Quei meteoriti marziani hanno età che variano da diverse centinaia di milioni a 4 miliardi di anni e hanno registrato la storia dell'evoluzione volatile di Marte. Attraverso la misurazione degli isotopi di elementi moderatamente volatili, come il potassio, possiamo dedurre il grado di esaurimento volatile dei pianeti e fare confronti tra diversi corpi del sistema solare."
Questa osservazione empirica e la deduzione che ne consegue - cioè che più un corpo celeste è grande, più riesce a trattenere gli elementi volatili - non contrasta per altro con la teoria della perdita del campo magnetico. Un pianeta piccolo ha, probabilmente, un nucleo metallico anche più piccolo e quindi maggiori difficoltà a mantenere un campo magnetico adeguato a contrastare i venti solari. Quindi, meno probabilità anche di trattenere l’atmosfera che da questi viene spazzata. E, come detto, niente atmosfera, significa niente pressione e quindi niente acqua in forma liquida in superficie.
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