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Il buco dell’ozono sopra il Polo Sud non è pericoloso per la Russia

© Sputnik . Alexey Nikolsky / Vai alla galleria fotograficaLa catena montuosa Voltadt in Antartide, là si trova la stazione scientifica russa "Novolazarevskaya"
La catena montuosa Voltadt in Antartide, là si trova la stazione scientifica russa Novolazarevskaya - Sputnik Italia, 1920, 21.09.2021
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Gli scienziati prevedono che il buco dell’ozono al di sopra del Polo Sud possa raggiungere, nel 2021, dimensioni record, ma i russi non saranno interessati dalle conseguenze negative derivanti da questo allargamento, sostiene Andrey Kiselev, direttore scientifico dell’Osservatorio Geofisico A. I. Voeykov.
Il 16 settembre si è festeggiata la Giornata Internazionale per la tutela dello strato di ozono.
La settimana scorsa, il Programma Europeo per il monitoraggio della situazione climatica sulla Terra, Copernicus, ha pubblicato i dati relativi alle dimensioni del buco dell’ozono nel 2021. Secondo gli scienziati, il buco si sta estendendo rapidamente e raggiungerà il suo massimo nel mese di ottobre.
buco dell'ozono - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
Buco dell'ozono, Copernicus: "Nell'emisfero meridionale superate le dimensioni dell'Antartide"
“I raggi solari cadono ad un’angolazione molto ridotta, quindi per noi non è tanto pericoloso il buco sopra l’Artide, quanto i mini-buchi che possono formarsi proprio sopra il nostro Paese. Inoltre, ora siamo in autunno e usciamo di casa con più indumenti e i raggi solari interessano solo guance e naso. Il buco sopra il Polo Sud non è per noi fonte di grande preoccupazione. In linea generale, i russi ritengono che il buco dell’ozono sia un problema dei pinguini, anche se, naturalmente, non è proprio così”, spiega Kiselev.
“Non è piacevole, ma anche il 2020 è stato caratterizzato da un buco dell’ozono molto ampio. Ogni singolo anno il vortice polare è stabile e potente e maggiore è la forza di questo vortice, maggiori sono i rischi che rappresenta. A causa sua, si vengono a creare delle nuvole che contribuiscono ulteriormente ad intaccare lo strato di ozono”, spiega lo scienziato.
Secondo le previsioni, il buco “dovrebbe allargarsi gradualmente e riportare lo strato di ozono ai livelli del periodo precedente a quando si utilizzavano sostanze ‘ozono-lesive’”.
“Le stime indicano che fino al 2024 non si noterà se lo strato di ozono si sta riducendo o meno, mentre dopo il 2024 si riuscirà a registrare statisticamente un eventuale ripristino dello strato”, spiega Kiselev.
Lo scienziato ha precisato che l’attuale estensione del buco nell’ozono è frutto dell’uso smodato di freon, sostanza che distrugge lo strato di ozono.
Стратосфера - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2020
Buco nell’ozono: la situazione peggiora
Il 16 settembre 1987 è la data in cui si celebra la firma del Protocollo di Montréal sulla tutela dello strato terrestre di ozono. All’epoca furono scoperti due grandi buchi nella regione artica e antartica. Il Protocollo portò all’abbandono graduale delle sostanze chimiche ‘ozono-lesive’ usate nei frigoriferi, nei condizionatori e in altri apparecchi. In seguito all’adozione di tali misure, lo strato di ozono cominciò a ripristinarsi.
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