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A chi spetterà il bonus bollette? La guida utile

© Foto : Enel RussiaUn parco eolico di Oyster Bay realizzato da Enel Green Power in Sudafrica
Un parco eolico di Oyster Bay realizzato da Enel Green Power in Sudafrica - Sputnik Italia, 1920, 21.09.2021
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Come affrontare il caro bollette? E da cosa dipende l'aumento? La transizione ecologica ci farà pagare come prezzo un'energia più cara? Ecco alcune risposte.
Se, per l’immediato, il governo pensa a soluzioni per mitigare l’aumento delle bollette, anche con misure straordinarie che anticipano gli aumenti futuri, come ha affermato il ministro Cingolani in un'intervista al Corriere della Sera, sul lungo periodo si prevede di ristrutturare i costi, per rendere le bollette più accettabili da pagare in una fase che le prevede, comunque, in aumento.
Per i primi interventi si prevede un budget da 3 a 4 miliardi di euro, che dovrebbe ricadere su tutti. In più, chi già riceve il bonus bollette dovrebbe ricevere un ulteriore sgravio.
Questi ultimi, chi riceve il bonus bollette, come da alcuni anni prevede la normativa, devono avere un Isee inferiore agli 8.265 euro o fino a 20 mila euro nel caso di famiglia con quattro figli.
Per ora non si prevede di elevare la soglia per ricomprendere chi ha un Isee al di sopra degli otto mila euro, e questo perché l’Italia non ha altri fondi a disposizione per coprire la misura per una platea più ampia.

Bollette più care a lungo termine. Cosa sta accadendo?

Come ha spiegato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, il problema non è un caso singolo dell'Italia. A subire i rincari c’è tutta l'Europa e gran parte del mondo, se non tutto.
Questo perché è aumentato il prezzo delle materie prime. E il loro aumento è dovuto alla ripresa delle economie e alla maggiore richiesta di gas naturale in particolare, che sta mettendo a dura prova i siti di approvvigionamento.
Molti sostengono che sia anche colpa della transizione energetica, ma il ministro precisa che il costo delle materie prime sta pesando per l’80% e la transizione energetica, attraverso i certificati CO2, solo per il 20%.
Per il futuro è previsto un approccio europeo al problema ha aggiunto Cingolani, poiché si tratta di “un percorso che dobbiamo seguire per ottenere il duplice effetto di avere energia a costi gestibili e, nello stesso tempo, da fonti rinnovabili come il sole, il vento, di cui peraltro disponiamo in quantità (in Italia - ndr), a differenza di petrolio e gas…”, ha affermato il ministro Cingolani.
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