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Sesso, internet “ha rubato” la prima volta agli adolescenti

Internet Cafè - Sputnik Italia, 1920, 20.09.2021
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Internet mette a rischio la sessualità dei giovani e con i lockdown è raddoppiato il ricorso al sesso virtuale: porno, sexting, cyber sex. È l’allarme lanciato dagli andrologi che osservano come internet sia praticamente l’unica fonte per i più giovani per informarsi sulla pratica sessuale.
A causa delle continue restrizioni nel corso della pandemia internet ha letteralmente rubato la prima volta agli adolescenti, che hanno vissuto in remoto non solo la scuola, ma anche la propria sessualità. Questo è il quadro emerso al recente Congresso nazionale della Sia, la Società italiana di andrologia svoltosi a Riva del Garda.
Quanto è importante affrontare il tema del sesso già a partire dalle scuole? Che ruolo ha la famiglia nella salute sessuale dei figli, soprattutto dei maschi, che difficilmente si rivolgono agli andrologi? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito il Dottor Francesco Persico, specialista in Urologia, Andrologo Certificato dalla Società Italiana di Andrologia.
- Francesco Persico, che impatto ha avuto il lockdown sulla sessualità degli adolescenti? Quali sono stati i problemi che avete osservato in questo anno e mezzo?
- Attraverso diversi studi effettuati come Società Italiana di Andrologia abbiamo notato un aumento degli accessi ai siti pornografici e alle chat erotiche. Con il lockdown era venuta meno la possibilità di vedersi. Questo ha alimentato falsi miti e visioni distorte sulla sessualità che sempre più spesso osserviamo negli adolescenti.
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- Quali sono i rischi collegati ad internet per la sessualità, soprattutto per i giovanissimi che traggono da lì principalmente tutte le informazioni?
- La prima cosa che abbiamo notato è che c’è stato un aumento negli ambulatori di ragazzi molto giovani che lamentavano la disfunzione erettile, si trattava in realtà di un problema psicogeno. Avere come parametro di riferimento degli attori porta a farsi delle idee distorte di ciò che può essere la propria sessualità. Abbiamo anche riscontrato una diminuzione dell’utilizzo di dispositivi di protezione, in particolar modo del preservativo. Gli attori porno non lo utilizzano praticamente mai, oggi vediamo una recrudescenza di malattie sessualmente trasmissibili che pensavamo di aver praticamente sconfitto come sifilide, gonorrea e clamidia.
- Per un adolescente quanto è grave approcciarsi al mondo del sesso attraverso i porno e non attraverso la realtà? Possiamo dire che internet ruba “la prima volta” ai ragazzi?
- Purtroppo l’eccesso di materiale pornografico da cui veniamo bombardati fin da età giovanissima, già a partire a volte dai 10-12 anni, fa sì che l’approccio con la prima volta sia completamente distorto. Si vengono a creare questi falsi miti che non vanno presi in considerazione. Abbiamo riscontrato un aumento di persone che lamentano una finta eiaculazione precoce. La durata media del rapporto normale è al di sotto dei 10 minuti; da noi in ambulatorio vengono dei ragazzi che si lamentano anche quando hanno rapporti ben superiori ai 10 minuti. I ragazzi vedono le performance di attori che possono durare anche un’ora.
- Quanto è importante affrontare il tema della sessualità e della prima volta a scuola?
- Bisognerebbe cominciare a parlarne già a partire dalle medie per continuare il discorso al liceo. Bisogna parlarne anche con bambini poco al di sopra dei 10 anni, anche l’età del primo rapporto si è abbassata rispetto a quello che poteva essere 30-40 anni fa, la promiscuità sessuale è nettamente aumentata rispetto al passato.
Occorre anche un approccio diverso dei genitori, che dovrebbero incitare i giovani ad affrontare la sessualità in modo più sano. Così come la visita ginecologica viene fatta in giovane età, sarebbe più corretto che al di sotto dei 18 anni anche i ragazzi andassero dall’andrologo per fare un primo screening per valutare a parte il benessere sessuale, anche un possibile varicocele e altre problematiche della giovane età.
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- I ragazzi tendono a non rivolgersi agli andrologi? La famiglia dovrebbe prestare più attenzione alla salute sessuale dei maschi?
- Nelle ragazze c’è la cultura di andare dal ginecologo anche al di sotto dei 18 anni, mentre nei ragazzi questa cosa si è persa non essendoci più la leva militare obbligatoria. Prima con la leva attraverso la visita medica venivano valutati i testicoli, i funicoli spermatici, il pene, il frenulo e così via. Oggi se il genitore non ha la cultura di portare il ragazzo dall’andrologo, la visita non viene proprio fatta. Nei ragazzi c’è più ritrosia ad affrontare il tema.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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