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Bollette bollenti, 3 – 3,5 miliardi di euro per spegnere i rincari: Fondi dal governo in settimana

© Sputnik . Sergey Krasnouhov / Vai alla galleria fotograficaEstrazione del gas naturale in Russia
Estrazione del gas naturale in Russia - Sputnik Italia, 1920, 20.09.2021
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L’allarme lo aveva lanciato il ministro Cingolani aprendo il caso e mostrando una situazione molto seria, il caro bollette rischia di incidere significativamente sul potere di acquisto delle famiglie e in particolare di quelle con già ridotte capacità economiche.
Così il governo ha deciso di intervenire con un provvedimento urgente da 3 – 3,5 miliardi di euro da stanziare per ridurre l’impatto dei rincari sui prezzi della componente energia di gas naturale e corrente elettrica.
Secondo quanto riportato dall’Adnkronos si tratta di una misura tampone e transitoria in attesa di una riforma complessiva che dovrà riguardare l’intero fisco e che comprenda anche le accise sulle bollette, a cui farà seguito un provvedimento sulla concorrenza.
Va sottolineato che il governo italiano periodicamente interviene nel calmierare gli eventuali aumenti di prezzo eccessivi di gas naturale ed energia elettrica. Tuttavia l’impennata del 40% ha allarmato tutti più dei recenti aumenti che pure si erano verificati.

Il costo delle materie prime

Il problema dei rincari delle bollette dell’energia è assai complesso e ingloba molti fattori, alcuni dei quali sfuggono al grande pubblico perché hanno molto a che fare con la speculazione sui mercati finanziari, ma anche da parte di chi gestisce il commercio fisico.
Il gas naturale da un anno a questa parte subisce un aumento del prezzo che lo ha portato a prezzi storici record. Alla base una domanda ripartita velocemente dopo le chiusure, la volontà di recuperare le perdite dello scorso anno da parte dei produttori, e la transizione energetica.
Riguardo la transizione, il gas naturale è considerato la materia prima che nell’immediato può sostituire le centrali al carbone. In Italia Enel ha annunciato tempo fa la volontà di chiudere le centrali elettriche al carbone entro il 2025. Tali centrali saranno sostituite in parte anche con centrali termiche alimentate dal gas naturale che, anche rispetto al petrolio, ha un impatto minore sull’ambiente.
Gli investitori hanno anticipato il cambiamento e stanno indirizzando i loro investimenti su questa materia prima e sulle aziende produttrici, contribuendo all’innalzamento dei prezzi.
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