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Pugile sul ring con tatuaggi nazisti, Federazione pugilistica lo deferisce alla giustizia sportiva

© AFP 2021 / Jack GuezUn incontro di boxe ai Giochi Europei di Baku 2015.
Un incontro di boxe ai Giochi Europei di Baku 2015. - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2021
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Michele Broili si è presentato sul ring con tatuaggi che inneggiano al nazismo e la Federazione pugilistica italiana (Fpi) ha immediatamente deciso di deferirlo alla giustizia federale.
In un comunicato stampa la Fpi ha preso subito posizione scrivendo che “durante l’incontro si sono notati alcuni tatuaggi sul corpo del Pugile Broili inneggianti al nazismo e, come tali, costituenti un comportamento inaccettabile e stigmatizzato da sempre dalla Federazione Pugilistica Italiana, la quale è costantemente schierata contro ogni forma di violenza, discriminazione e condotta illecita e/o criminosa”.
Il fatto ha assunto un carattere ancor più rilevante poiché Michele Broili competeva per il titolo di Campione italiano della categoria superpiuma, vinto ai punti da Hassan Nourdine sul ring di Trieste.
La Fpi si chiama fuori dalla responsabilità di tale comportamento perché è tutto a carico del pugile e “semmai, indirettamente ed oggettivamente la Società di appartenenza che lo abbia avallato e/o tollerato”.
Il pugile ha violato l’articolo 5 del Codice di comportamento sportivo del Cono, che la Fpi recepisce.
“Per tali ragioni la F.P.I. si riserva di sottoporre agli Organi di Giustizia Federali tale comportamento affinché ne sia, nelle opportune sedi, valutata la contrarietà rispetto allo Statuto ed ai Regolamenti Fedarli e vengano adottate le opportune misure sanzionatorie anche a tutela dell’immagine della Federazione Pugilistica Italiana”.
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