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Professore a Palermo risolve equazione irrisolta da 20 anni e l’Università gli toglie cattedra

CC BY 2.0 / João Trindade / Math formulas
Math formulas - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2021
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Ora abbiamo la conferma matematica che i talenti in Italia non solo non sono premiati, ma repressi.
Il professore Francesco Tulone insegna, o insegnava, all’Università di Palermo. Insieme ai colleghi delle Università di Chicago e di Mosca, il matematico di 49 anni ha risolto una equazione rimasta irrisolta per 20 anni.

Il risultato della ricerca è stato accolto dalla rivista Proceedings of the American Mathematical Society, tuttavia l’Università di Palermo gli ha sospeso l’insegnamento. Motivo presunto, il professore ha raccontato a Repubblica: “Spesso ho messo in discussione la gestione dei concorsi”.

Tulone per 16 anni ha sempre fatto ricerca a Palermo, con una esperienza di co-dottorato all’Università Lomonosov di Mosca e poi ulteriori perfezionamenti ad Austin (Texas, USA) sotto il professore Alessio Figalli.
Vincitore di concorso come ricercatore a tempo indeterminato nel 2005, Tulone ha insegnato in sostituzioni presso la facoltà di Ingegneria, di Fisica e di Biologia.
Quindi si giunge a maggio scorso, quando al professore Tulone gli viene proposta dal Consiglio d’ateneo l’affidamento il modulo di Analisi matematica 2, a cui è seguita una seconda votazione a scrutinio segreto in cui la sua candidatura è stata bocciata senza alcuna motivazione scritta.
E la cosa che lascia sorpresi, è il fatto che al professore Tulone che ha risolto una equazione matematica rimasta irrisolta per 20 anni, è stata preferita una professoressa ordinaria ma neoassunta che ha già altri corsi.

Il motivo lo spiega il professore Tulone

“La sola spiegazione che posso avanzare è che, da quando nel mio dipartimento esplose lo scandalo dei due concorsi di Matematica vinti dai figli degli ordinari interni, il lontano 2005, ho portato avanti la mia attività didattica e di ricerca in solitudine esprimendo, in tutte le occasioni che ho avuto, dubbi sulla gestione dei bandi, sulla reiterazione delle stesse figure nelle commissioni giudicanti. Credo che questa opposizione solitaria sia il mio unico torto e temo che il mio allontanamento dall’insegnamento sia un’indicazione chiara per gli studenti: all’interno dell’università è meglio che restiate allineati alle indicazioni di chi guida i dipartimenti”, ha detto a Repubblica.
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