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Il sistema di Facebook dedicato alla promozione dei vaccini è diventato un sistema pro no-vax

© AP Photo / Francois MoriCEO di Facebook Mark Zuckerberg
CEO di Facebook Mark Zuckerberg - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2021
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Le rivelazioni nel mese di luglio che il governo degli Stati Uniti stava lavorando con Facebook per identificare e sopprimere i post dei social media che criticano i vaccini o la politica pandemica, hanno attirato le accuse dei repubblicani della censura della libertà di parola.
Lo staff di Facebook ha avvertito Mark Zuckerberg che la "disinformazione" postata da alcuni dei 2 miliardi di persone presenti sul social network avrebbe ostacolato il suo piano per convincere 50 milioni di persone a farsi il vaccino COVID-19.
Il Wall Street Journal ha riferito che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'ONU e l'Unicef hanno sollevato preoccupazioni al social network.
A marzo Zuckerberg ha lanciato la funzione COVID Information Centre su Facebook e Instagram, con l’obiettivo di informare correttamente gli utenti su dove e quando possono farsi vaccinare. Ma le ricerche interne ed esterne all’azienda mostrano che i commenti sui post diretti attraverso il sistema sono anti-vax.

Un dipendente di Facebook in un memo ha avvertito che il 41 per cento dei 775 milioni di commenti giornalieri sui post in lingua inglese sui vaccini servono a scoraggiare le persone dal fare il vaccino.

I ricercatori di Facebook hanno definito tali post, contenuti "barriera alla vaccinazione" e hanno detto che sopprimerli dovrebbe essere "una priorità aziendale".
I post del Centro Informazioni sono diventati "pozzi neri di commenti anti-vaccino", hanno scritto, aggiungendo: "Questo è un problema enorme e dobbiamo risolverlo".
Il portavoce di Facebook, Aaron Simpson, ha insistito che l'iniziativa dell'azienda non si è ritorta contro.
"Siamo concentrati sui risultati, e i dati mostrano che per le persone negli Stati Uniti su Facebook, l'esitazione del vaccino è diminuita di circa il 50 per cento da gennaio, e l'accettazione è alta", ha detto.
"Caratterizzare in modo ristretto i documenti trapelati non rappresenta accuratamente il problema, e ignora anche il lavoro che è in corso per rendere i commenti sui post sul COVID-19 e sui vaccini più sicuri e affidabili", ha aggiunto Simpson.
La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha rivelato a luglio che l'amministrazione del presidente Joe Biden stava segnalando i post di Facebook sul coronavirus al gigante Big Tech che considerava "disinformazione" sul virus, sui vaccini e sulle restrizioni governative in corso. Questo ha attirato le critiche di collusione tra la società e i funzionari nella censura della libertà di parola.
Giorni dopo, Biden ha accusato Facebook di "uccidere le persone" con la disinformazione, prima di ritrattare questa affermazione.
Donald Trump - Sputnik Italia, 1920, 10.09.2021
Trump sul divieto di Facebook: Mark Zuckerberg è venuto alla Casa Bianca per ‘baciarmi il…’
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