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Allarme: bollette più care del 40%. Cosa fare?

© Sputnik . Evgeny UtkinPresentazione del IX Rapporto Top Utility
Presentazione del IX Rapporto Top Utility - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2021
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Passare al nucleare, ai rinnovabili, benedire il Nord Stream 2, o togliere diversi oneri accessori, trovare altri modi di tassazione? Ma alla fine paga sempre il consumatore, incluso tutti gli errori di gestione e di strategia.
"Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%", ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, partecipando a Genova a un convegno della Cgil: "Tutto questo succede, perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta. Ma succede anche perché aumenta il prezzo della CO2 prodotta".
Per le parole di Cingolani, il costo d’elettricità sarebbe aumentato in due trimestri del 68 per cento (1.20 x 1.40), aumento mai sentito prima (o almeno non ricordo). Proviamo a capire perché.
In realtà, dal primo luglio le bollette della luce sono aumentate “solo” del 9,9% (però del 15,3% per il gas). Non si sa ancora quanto aumenta il gas dal primo ottobre, ma dovrebbe essere un aumento doloroso, senza interventi correttivi, intorno a 30%.
Dopo queste parole del ministro, tutte le forze politiche si sono svegliate e, per una ragione o l’altra (più elettorale, ovviamente), cercano di trovare qualche soluzione.
Per quanto riguarda le bollette italiane (tra le più care d’Europa), oltre al prezzo della materia prima, ci sono tantissimi costi supplementari. Si aggiungono le spese di distribuzione e trasporto, le tasse, le addizionali, gli oneri per finanziare la ricerca elettrica, smaltire l’eredità nucleare, finanziare le fonti rinnovabili d’energia. Persino la tassa sulla tassa.
Per i rinnovabili, Italia è stata la più generosa al mondo. All’inizio si parlava di sacrificio per i consumatori di “un caffè al mese”, ma di fatto, gli incentivi alle fonti rinnovabili si aggirano intorno ai 12 miliardi di euro all’anno, circa 200 euro ad ogni persona, un “caffe” molto costoso e molto amaro.
Per il nucleare, dopo 35 anni dal referendum, si pagano ancora costi di smaltimento enormi, senza produrre un KWh. Capisco la decisione fatta dopo Cernobyl, ma dopo questa tragedia probabilmente bisognava fermare tutti i progetti nucleari, vedere quelli in costruzione, quale era lo stato d’avanzamento, per decidere se fermare o no, rafforzare la sicurezza di quelli esistenti. Così l’Italia avrebbe prodotto energia con costi simili a quelli per lo smaltimento. L’Italia è stata l’unico paese a chiudere l’industria nucleare, perdendo tanti soldi e un altissimo livello di conoscenza in materia.
La prima cosa da fare sarebbe riguardare gli oneri accessori delle bollette. Anzi, l’Europa ha già richiamato l’Italia perché tolga gli oneri accessori dalle bollette e il governo Draghi, nell’ambito del Pnrr, ha dato la sua parola. Sale a 4 miliardi di euro il fondo per calmierare i costi, che poi verranno spostati sulle tasse o qualche sconto per le famiglie bisognose con Isee inferiore a 20000 euro. Ma come sarà, vedremo ad ottobre.

Questioni di gas

Riguardo ai prezzi del gas, è vero che sulle borse europee c’è una impennata. Il 15 settembre il prezzo di gas sul mercato dei futures in Europa, per la prima volta nella storia, ha superato i 950 dollari per 1.000 metri cubi, ma comunque anche adesso si aggira intorno agli 800 dollari. Prezzi altissimi che causano, giustamente, sia l’aumento del prezzo del gas per consumatori, che l’aumento di elettricità, in buona parte prodotta in Italia bruciando il gas.
Quando è scoppiata la pandemia, i prezzi del gas sono diminuiti ai minimi storici (all’ hub olandese TTF il prezzo diminuì a maggio 2020 fino a 4,5 €/ MWh). Ma da notare che le bollette si sono alleggerite solo di qualche briciola (e non del 40%). E adesso, quando è avvenuto il record al contrario, il ministro Cingolani annuncia quel rincaro.
Altra cosa da tenere in considerazione (che sembra tralasciata nelle discussioni degli esperti), è che da anni gli operatori europei cercano di staccarsi completamente o parzialmente dai contratti “Take or pay”, con domanda-offerta fissa di volumi annui e con prezzi molto più prevedibili e stabili (e più bassi adesso). Staccandosi da questi contratti, parte del gas si compra sulla borsa. Gli operatori hanno potuto sfruttare i prezzi bassissimi dello scorso anno, ma ora devono pagare molto di più. E non è colpa dei produttori di gas, se il gnl (gas naturale liquefatto), incluso quello americano, viaggia dove i prezzi sono più alti, in questo momento in Asia. E non è colpa di Gazprom, che alcuni paesi stanno ostacolando con tutti mezzi il gasdotto Nord Stream 2, che è quasi pronto (la costruzione è stata ultimata il 10 settembre), che avrebbe dato un po’ di più di gas all’Europa, abbassando i prezzi.

Tassa su CO2 ed idroelettrico

Cingolani ha detto anche che i prezzi aumentano, “perché aumenta il prezzo della CO2 prodotta”. In parte, ha ragione. L’anno scorso sono stati scambiati sul mercato 10,7 miliardi di tonnellate di Co2 che hanno raggiunto un valore di 60 euro l’una, il più alto di sempre. Se i prezzi dei diritti di emissione rimarranno su questi livelli lo Stato incasserà oltre 2 miliardi di euro all’anno, e potrebbe mettere questi soldi per le bollette.
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Ma per il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli i diritti di emissioni influenzano poco: “Non ritengo che gli oneri sulla Co2 abbiano o abbiano avuto un ruolo significativo nei rincari a cui stiamo assistendo in questi mesi”. E avrebbe anche un’altra soluzione per abbassare il rincaro delle bollette, prendendo dall’idroelettrico. Per Tabarelli, i grandi produttori stanno infatti accumulando giganteschi profitti grazie alle dighe in concessione presenti soprattutto nel Nord del paese. L’idroelettrico copre circa la metà della produzione energetica italiana da rinnovabili, ma le grandi dighe sono ormai completamente ammortizzate. L’energia prodotta a 10 €/ MWh, è poi venduta sul mercato ai prezzi correnti che nei momenti di picco arrivano a 150 euro. Quindi, per Tabarelli, i grandi produttori ottengono extra profitti quantificabili in circa 4 miliardi di euro l’anno, un'altra somma da calmierare l’aumento di bollette.

Ritorno al nucleare?

Il primo settembre il ministro della Transizione ecologica, ad un evento di Italia Viva ha detto: "Si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante. Ci sono Paesi che stanno investendo su questa tecnologia, non è matura, ma è prossima a essere matura. Se a un certo momento si verifica che i chili di rifiuto radioattivo sono pochissimi, la sicurezza elevata e il costo basso è da folli non considerare questa tecnologia".
"Nell'interesse dei nostri figli è vietato ideologizzare qualsiasi tipo di tecnologia. Stiamo ai numeri, quando saranno disponibili prenderemo le decisioni", ha aggiunto Cingolani.
Se leggete bene, non ha detto “Si al nucleare”, ed è stato insultato e criticato da molti, minacciato persino di morte.
Invece Matteo Salvini pochi giorni fa rilancia a Radio Anch'io, su Rai Radio 1, la sua apertura alla costruzione di nuovi impianti nucleari: "Metterei una centrale nucleare in Lombardia? Sì, che problema c'è". "L'Italia è l'unica nel G8 senza energia nucleare e nell'Ue stamattina sono funzionanti 128 centrali sicure e pulite, di 58 sono in Francia", continua il leader della Lega: "La Svezia di Greta ha 8 centrali. Ci sono centrali nei centri storici di grandi città: a Copenaghen c'è un termovalorizzatore in centro città, con una pista di sci".
© Sputnik . Evgeny UtkinMatteo Salvini
Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2021
Matteo Salvini
Ha avuto eco solo da leader del M5s, Giuseppe Conte: “Salvini può trasferirsi in Francia", mentre ha avuto l’appoggio dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana: "Dobbiamo avere il coraggio di spogliarci delle ideologie e di guardare la realtà. Il mondo cambia. Anche in campo nucleare la tecnologia è andata avanti".
Insomma, la strategia energetica nazionale va a suon di campagna elettorale. Gli esperti dicono che tra pochi mesi i prezzi di gas scenderanno. Ma siamo sicuri che il costo della bolletta per i consumatori sarà più bassa?
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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