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Treviso, tre donne incinte gravi a causa del Covid-19

CC0 / Pixabay / Una donna incinta
Una donna incinta - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
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Sono considerate gravi le condizioni cliniche di tre donne incinte affette da Covid-19 e ricoverate presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
Due di esse sono ricoverate in terapia intensiva e la terza in pneumologia, riporta il Corriere del Veneto.
Le donne sono tra la ventesima e la ventottesima settimana di gravidanza, viene affermato. Le tre donne, di origine sudafricana, non sono state vaccinate e, con molta probabilità, si sono contagiate da altri membri della famiglia.
Il direttore generale dell’Usl 2, Francesco Benazzi, al quotidiano locale ha riferito che “il vaccino è sicuro per le donne incinte, mentre il Covid è infido” e, infatti, “il contagio mette pericolosamente a rischio il nascituro".
Ora, le tre donne sono sotto il casco dell’ossigeno e il rischio è che si possa addirittura arrivare ad un aborto spontaneo, in una fase della gestazione ormai molto avanzata.
Le donne, tuttavia, hanno meno di 30 anni e le statistiche di guarigione sono apparentemente dalla loro parte, ma non del tutto.
Si veda il caso della giovane donna di 28 anni deceduta a Napoli per Covid-19 dopo avere dato alla luce un bambino con alcune settimane di anticipo, allo scopo di salvare la vita almeno al nascituro.
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Più di tutto fanno gli obblighi

I medici dell’ospedale dicono che, in queste settimane, hanno ripetutamente parlato con medici di famiglia e con associazioni e cooperative che si occupano di badanti e di altre categorie di persone un po’ più ai margini della società italiana, per sensibilizzare le donne che gravitano intorno a questi centri di socializzazione e di aiuto a vaccinarsi, in particolare se incinte.
Tuttavia, l’Usl di Treviso nota che ad aver fatto aumentare esponenzialmente il numero di prenotazioni è stato il rafforzamento del green pass, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre.
In meno di 48 ore, a Treviso, le prenotazioni sono cresciute del 40%, al ritmo di 300 richieste al giorno. Con questi numeri, nella provincia dovrebbero arrivare al 74% di immunizzazione entro fine settembre.
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