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Covid, Ravenna: Candidato sindaco no-vax propone contagio dei giovani "sotto controllo medico"

© Sputnik . Igor Mikhalev / Vai alla galleria fotograficaPapà, nonno e bambino a passeggio
Papà, nonno e bambino a passeggio - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
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Per Emanuele Panizza, candidato sindaco a Ravenna con il Movimento 3V, i "ragazzi e bambini sani devono sviluppare la malattia, basta fargli frequentare le persone positive al Covid, anziché isolarle".
Il consigliere comunale Emanuele Panizza, con una precedente militanza nel Movimento Cinque Stelle e candidato sindaco a Ravenna per il Movimento 3V, ha concesso un'intervista per il media locale RavennaToday, in cui, oltre ad esporre le sue idee e progetti per la città, si è dilungato sul tema più pressante del momento in tutta Italia, ovvero la lotta al Covid, con implicazioni sul vaccino e green pass. Panizza è un no-vax convinto e in primo luogo ha sostenuto i cavalli di battaglia di questo movimento.
In primo luogo ha rilevato l'importanza delle cure domiciliari e dell'uso di idrossiclorochina e tetramicina, bocciato da gran parte del mondo scientifico.
"Questa malattia è curabile con le terapie domiciliari, con farmaci come la idrossiclorochina e la tetramicina, e intervenendo prontamente nelle sue prime fasi si riducono sostanzialmente le ospedalizzazioni".
Poi ha criticato l'uso del green pass, considerato "un abominio", promettendo di toglierlo in comune se verrà eletto sindaco.

"Non ha nessuna valenza dal punto di vista sanitario… Se io dovessi diventare sindaco, visto che nei poteri del sindaco c'è quello della tutela della salute, io il green pass nel Comune di Ravenna non lo applico, lo tolgo".

Poi ha espresso la sua opinione sulla vaccinazione, giustificandola solo per una categoria.
Sì a "vaccinare le persone più anziane, fragili e a rischio", mentre "vaccinare i giovani o chi gode di buona salute non è la soluzione, che questi professori dicono essere quella corretta".
Proprio sui giovani ha formulato una teoria shock, anche se in realtà non è nuova e si basa sul modello dei "varicella party".
"I ragazzi e i bambini sani devono sviluppare la malattia, basterebbe che quando c'è una persona positiva, anziché isolarla e tenerla in casa, in maniera controllata venisse fatta frequentare dai giovani", aggiungendo che il contagio deve avvenire "sotto controllo medico".
Secondo gli ultimi dati, in Italia 40.787.140 persone maggiori di 12 anni hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 75,52% del totale, mentre le dosi somministrate sono state 82.070.636.
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