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Ad Eitan stanno facendo lavaggio del cervello, sostiene uno zio che lo ha visitato

© AP Photo / Italian PolicePiemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone
Piemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
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Secondo quanto riferito da due avvocati della famiglia Biran, “anche se Eitan appare in condizioni fisiche buone, è preoccupante notare nel piccolo chiari segni di istigazione e di lavaggio del cervello”.
Sarebbe quanto avrebbe appurato Hagai Biran, l’altro zio paterno di Eitan che con la moglie ha fatto visita al ragazzo a casa del nono materno Shmulik Peleg, lo riporta RaiNews.
Per gli avvocati e la famiglia Biran, quindi, “il ritorno di Eitan a casa sua in Italia appare più urgente che mai”.
Gli avvocati della famiglia Biran hanno affermato: “Purtroppo Hagai Biran e sua moglie ci hanno riferito che al termine dell'incontro sono rimasti preoccupati delle condizioni di Eitan”.
Il bambino avrebbe infatti “profferito frasi fuori dal loro contesto e messaggi inculcatigli che indubbiamente derivano dall'istigazione”. Questo per i Biran, spiegano i loro avvocati, è “un danno vero e proprio”.
Inoltre gli avvocati dei Biran hanno sottolineato l’aspetto riservatezza di cui avrebbe bisogno Eitan e che non gli sarebbe garantito con le continue foto postate sui social dal nonno materno.
“Contrariamente alla famiglia dei rapitori che riferiscono in tempo reale della vita del minore come se partecipasse ad un reality, noi e la famiglia Biran pensiamo che in questo momento la cosa più opportuna e necessaria sia di proteggere la privacy e l'intimità di Eitan”.
Il portavoce del nonno Peleg ha così commentato l’incontro tra lo zio ed Eitan.
“Questa mattina Hagai e sua moglie hanno visitato il piccolo nella casa di Shmulik Peleg. I due sono stati con Eitan in privato e hanno giocato con lui un po’ più di un'ora. Durante la visita è stato proposto loro di telefonare ad Aya in Italia o ai genitori di Amit (residenti in Israele, ndr) ma loro hanno preferito non gravare oltre Eitan”.
Il prossimo 29 settembre presso il tribunale dei minori di Tel Aviv si terrà una udienza sul caso. Non è chiaro quanto tempo ci vorrà prima che il giudice giunga a una conclusione sul caso. Intanto Eitan ha già perso la sua prima settimana di scuola, in quella scuola dove i suoi genitori lo avevano iscritto nel mese di gennaio scorso prima di finire tragicamente nella strage del Mottarone.
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