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La vera ‘Regina degli Scacchi’ fa causa a Netflix per la serie ‘The Queen’s Gambit’

© Sputnik . Alessio TrovatoScacchi - La Regina abbatte il Re
Scacchi - La Regina abbatte il Re - Sputnik Italia, 1920, 17.09.2021
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La georgiana Nona Gaprindašvili, campionessa di scacchi del periodo sovietico, ha fatto causa alla Netflix per una frase che l’ha chiamata in causa nella miniserie televisiva di grande successo ‘The Queen's Gambit’, che in Italia è andata in onda sul servizio a pagamento con il nome ‘La Regina degli Scacchi’.
La Regina degli Scacchi’ è una miniserie televisiva drammatica statunitense, creata da Scott Frank e Allan Scott, distribuita in streaming dall’ottobre dello scorso anno su Netflix. La serie è basata sull'omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis e il titolo originale, sia del telefilm che del romanzo, ‘The Queen's Gambit’, fa riferimento ad una classica apertura degli scacchi, il 'gambetto di Donna'.
La serie racconta la vita di una bambina prodigio degli scacchi, orfana, di nome Helizabeth Harmon, seguendone le vicissitudini dall'età di otto ai ventidue anni, mentre lotta contro la dipendenza da alcol e psicofarmaci alla ricerca di sé stessa, tormentata, e al tempo stesso deliziata, dal suo grande talento, col quale dovrà imparare a convivere e gestire.
Un vero capolavoro, che descrive il gioco e la psicologia umana che uno scacchista non potrebbe non amare, se non ché, ad un certo punto, proprio all’ultima puntata, gli sceneggiatori hanno commesso l'errore imperdonabile, per lo meno secondo la grande campionessa sovietica, di chiamare in causa proprio la georgiana Nona Gaprindašvili.
Presentando i partecipanti al super torneo di Mosca, il commentatore introduce la campionessa Beth Harmon, unica concorrente donna, interpretata dall’attrice Anya Taylor-Joy, con le seguenti parole:
“Per quanto ne sanno loro, la Harmon non è alla loro altezza. Laev non avrà investito molto tempo a prepararsi a questa partita. Helizabeth Harmon non è una giocatrice importante secondo i loro standard, la sua unica specialità è quella di essere una donna. Cosa per altro non strana in Russia, dove c’è Nona Gaprindašvili, ma lei era campionessa femminile, non ha mai giocato con gli uomini”.
Ecco, quest’ultima frase, ad una come la Gaprindašvili, non avrebbero proprio dovuto dirla. È vero che la georgiana fu campionessa del mondo solo tra le donne, per altro ancora nessuna donna è riuscita a diventare campionessa del mondo in assoluto (ma non è detto in futuro), ma non è affatto vero che non giocò mai contro gli uomini.
Anzi, proprio in quel periodo raccontato dalla serie, la fine degli anni ’60, e proprio in Unione Sovietica, dov'è ambientato il torneo finale, la Gaprindašvili aveva affrontato quasi tutti i più grandi di quegli anni, compresi i campioni del mondo, e mostri sacri, Boris Spassky e Mikhail Tal.
“La Gaprindašvili è una pioniera degli scacchi femminili e un'icona molto amata nel suo paese natale, la Georgia. Durante la sua straordinaria carriera, ha vinto molti campionati, ha battuto alcuni dei migliori giocatori di scacchi maschi del mondo ed è stata la prima donna nella storia a raggiungere lo status di grande maestro internazionale di scacchi tra gli uomini", si legge nella causa per diffamazione presentata alla corte federale dalla California dagli avvocati della Gaprindašvili.
"Che la Gaprindašvili non abbia mai affrontato uomini è manifestamente falso, oltre ad essere grossolanamente sessista e sminuente", aggiunge la denuncia di 25 pagine, “Nel 1968, l'anno in cui è ambientato questo episodio, aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori di scacchi maschi, inclusi almeno dieci Grandi Maestri di quel tempo, tra cui Dragoljub Velimirović, Svetozar Gligorić, Paul Keres, Bojan Kurajica, Boris Spassky, e Mikhail Tal”.
Per tale affronto, l’ottantenne ma ancora combattiva signora Gaprindašvili, chiederà alla Neflix un risarcimento di ben 5 milioni di dollari e possiamo scommettere che non sarà facile per i produttori rispondere mossa su mossa alle giocate della campionessa sovietica, pronta a dimostrare che contro gli uomini non solo ci ha sempre saputo giocare, ma spesso li ha anche battuti di brutto.
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