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Brunetta: “L’estensione del green pass è un provvedimento epocale. Ora la PA tutta in presenza”

© REUTERS / Remo CasilliMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 17.09.2021
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Il ministro parla di un’Italia esempio per il mondo e di un piano vaccinale all’avanguardia. Il decreto è una spinta soft alla vaccinazione, un provvedimento universale.
Le parole del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta non nascondono l’entusiasmo e l’enorme soddisfazione per il decreto green pass bis approvato all’unanimità in Consiglio dei ministri ieri.
Si tratta di “un provvedimento epocale” e l’Italia è “un esempio per il mondo” sia sui piani vaccinali, in cui “siamo all’avanguardia”, sia per la presenza di un premier come Draghi, sia per la crescita del Pil, dice Brunetta al Corriere della Sera.

“Fauci in poche parole ha riconosciuto il successo del metodo green pass, la spinta soft alla vaccinazione” aggiunge, ricordando le parole dell’immunologo americano.

Brunetta sottolinea che l’estensione del green pass a pubblico e privato non è un obbligo vaccinale mascherato, “ed è questa è la genialità dell’operazione”, ma “è un provvedimento universale, una enorme moral suasion su tutti coloro che non si sono ancora vaccinati”.

Ha vinto l’Italia

Il ministro non lesina parole di elogio per il ruolo del primo ministro nella sua capacità di sintesi e nella sua determinazione.
“Ha vinto l’Italia. Bisogna dare atto a Draghi della sua determinazione sull’estensione del green pass, che speriamo farà vaccinare nel prossimo mese altri 6 o 7 milioni di italiani”.
E in questo modo il green pass “ci porta a un passo dalla super-sicurezza, perché in modo gentile induce a vaccinarsi”.

Dopo il 15 ottobre tutta la Pubblica amministrazione in presenza

Il rientro nella PA sarà graduale, spiega Brunetta, prima torneranno i lavoratori dedicati agli sportelli e poi il back office e “in parallelo le amministrazioni centrali e periferiche”.

E “quando poi la gran parte dei lavoratori tornerà in presenza, il Pil crescerà anche più del 6% e riprenderanno a vivere le città, che ora sono vuote, perché parte del capitale umano è bloccato a casa”.

Il lavoro a distanza, ampiamente bocciato nella forma attuale dal ministro, tornerà a gennaio, quando ci saranno le condizioni “per uno smart working vero”, con le “le regole del lavoro agile nei nuovi contratti, i cui rinnovi ho voluto sbloccare”.
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