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Terza dose, Palù: "Necessaria per immunocompromessi"

© Foto : fornita da Giorgio PalùGiorgio Palù
Giorgio Palù - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
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La terza dose aggiuntiva sarà necessaria per i soggetti esposti ad un maggior rischio di complicazioni da infezione Covid-19. Tutti gli altri riceveranno una dose di richiamo a sei mesi dalla vaccinazione.
Le evidenze degli studi scientifici hanno mostrato che una terza dose di vaccino contro il Covid è necessaria per i pazienti immunocompromessi. Lo ha dichiarato in un'intervista a Il Mattino il presidente dell'Aifa Giorgio Palù, precisando che la dose aggiuntiva serve solo ai pazienti con il sistema immunitario compromesso, per tutti gli altri sarà sufficiente il richiamo.

"La cosiddetta terza dose, aggiuntiva, - sottolinea Palù - per pazienti immunocompromessi, e pertanto particolarmente esposti ad un esito grave dell'infezione da Sars-CoV-2, è necessaria in base alle evidenze di studi scientifici. Questi pazienti hanno una risposta immunitaria compromessa dalle patologie da cui sono affetti o dalle terapie a cui sono sottoposti e necessitano, pertanto, di uno stimolo vaccinale suppletivo e ravvicinato nel tempo (entro 28 giorni) dal completamento del ciclo di immunizzazione. Per il resto della popolazione, la terza dose, il cosiddetto booster, che, si è visto, è in grado di potenziare di 8 o 10 volte la risposta immunitaria, potrà essere somministrata dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale", ha spiegato.

Chi sono i pazienti immunodepressi

Il numero uno di Aifa ha specificato che un soggetto può essere immunodepresso per cause naturali, dovute ad esempio ad una leucemia o immunodeficienza acquisita come l'Aids, oppure cliniche.
Tra questi ci sono i trapiantati, i pazienti oncologici o con malattie autoimmuni, che assumono farmaci immunosoppressori o di rigetti.

"I soggetti immunodepressi identificati dalla circolare del ministero in 10 categorie" ha aggiunto Palù.

Dose addizionale

Per tali gruppi di pazienti, un ciclo di vaccinazione a due dosi può non essere sufficiente a proteggere dalle complicazioni dovute all'infezione da Sars-Cov-2. Va loro somministrata, in via prioritaria, una dose addizionale di vaccino contro il Covid-19 a 28 giorni dalla seconda dose.
La dose aggiuntiva serve a migliorare la risposta immunitaria nei pazienti immunodepressi, con una risposta immunitaria iniziale bassa, secondo quanto riporta una relazione tecnica del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblicata agli inizi di settembre.

Dose di richiamo

La dose di richiamo, detta anche booster, del vaccino serve a potenziare l'immunità e a ripristinare la protezione dalla malattia, che si riduce con il passare dei mesi. Viene somministrata a tutti i soggetti non immunocompromessi a sei mesi dalla seconda dose di vaccino anti-Covid.
Palù ritiene che tutti riceveranno il richiamo, ma attualmente non è possibile conoscere con precisione quale sarà la durata del potenziamento.
Dagli studi condotti sui coronavirus negli anni '90 lasciano presumere che l'"immunità così potenziata possa durare a lungo", conclude Palù.
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