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Il sì dell’Europa al Prosek croato. Schiaffo al Prosecco e al Made in Italy

© flickr.com / 96dpiUna bottiglia di vino
Una bottiglia di vino - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
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Esclusiva, Centinaio: “in termini economici, per tutto l’italian sounding, parliamo di un danno di circa 100 miliardi di euro”.
Il Prosek croato non avrà nulla a che vedere con il Prosecco italiano, ma il suo nome imita senza ombra di dubbio l’eccellenza italiana stimata in tutto il mondo. Bruxelles dà il via libera al Prosek, lasciando interdetto il mondo del Prosecco e provocando la reazione “frizzante” della politica italiana.
Dall’Unione europea arriva l’ok per la domanda di protezione geografica del vino croato, che ricorda il prodotto veneto, le cui uve crescono sulle colline patrimonio dell'Unesco. Il riconoscimento del Prosek potrebbe però creare un precedente pericoloso per il futuro di altri prodotti tipici italiani, già ampiamente imitati in tutto il mondo.
Sul piede di guerra i produttori del Prosecco e anche il governatore del Veneto Luca Zaia, che definisce “vergognoso” il caso Prosek. Quale sarà la strategia del governo per tutelare il Prosecco e mandare avanti la battaglia contro l’italian sounding? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in esclusiva il senatore Gian Marco Centinaio, Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli - Sputnik Italia, 1920, 15.09.2021
Prosecco, Patuanelli: "È una Dop italiana, non possiamo accettare che venga messa a rischio"
— È arrivato il primo “ok” da Bruxelles per il Prosek croato. Senatore Centinaio, possiamo dire che si crea così un precedente pericoloso?
Il primo “ok” da Bruxelles significa trattare e ragionare sulla proposta croata. Noi abbiamo 60 giorni di tempo per fare opposizione come Italia ed è una cosa che faremo assolutamente il più velocemente possibile.
Secondo me si potrebbe effettivamente aprire un precedente nei confronti di tutte le eccellenze e di tutte le tipicità del nostro Paese.
— Al Ministero, dove lei ha la delega al vino, avete già svolto una riunione sul caso. Qual è la vostra strategia, quali saranno gli strumenti in campo per lottare contro il Prosek?
Abbiamo fatto una prima riunione tecnica dove si sono definite innanzitutto le modalità di azione e di lavoro. Si è deciso quali saranno le persone e le associazioni che dovranno partecipare al tavolo di lavoro. L’obiettivo è portare all’attenzione di Bruxelles e dell’Europa tutte le ragioni le quali ci fanno pensare che la parola “prosek” possa essere assimilata a quella del Prosecco. Si tratta quindi, secondo noi, di un vero e proprio caso di italian sounding.
Bottiglie di spumante - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
Assalto al prosecco italiano: il sì al Prosek croato della Commissione europea
— I prodotti italiani, fra cui anche il Prosecco, sono i più amati, ma anche i più imitati al mondo. In termini economici, di quali danni parliamo per il Paese?
In termini economici, non solo per quanto riguarda il Prosecco, ma per tutto l’italian sounding, parliamo di un danno di circa 100 miliardi di euro. Il lavoro che stiamo facendo è implementare la lotta al problema dell’italian sounding attraverso azioni legali, ma anche economiche, che vadano a sostituire il prodotto non originale con il vero prodotto.
— Come tutelare al meglio le eccellenze italiane dalle imitazioni, da una parte, e da un’ambigua Unione Europea, dall’altra? Come si dovrebbe imporre l’Italia in sede europea?

Noi, come Ministero delle Politiche Agricole, stiamo facendo partire una task force che inizia con la questione del Prosecco, ma penso che in seguito diventerà un tavolo permanente. Da un lato, si tratta di tutela legale delle eccellenze italiane, dall’altro di una proposta commerciale in modo da favorire un tavolo sull’internalizzazione per aiutare i nostri produttori ad affrontare i mercati esteri.

— Esiste una lista dei prodotti più a rischio da difendere in primis?
Purtroppo, da quello che abbiamo visto e dalle informazioni che ci arrivano dal mondo, tutte le eccellenze che hanno dei richiami alla territorialità italiana in questo momento sono a rischio. Non ci sono prodotti con un rischio più alto. Certo, i più famosi sono il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, i prosciutti crudi e il vino. Ci rendiamo conto però ormai che anche i sughi, le paste o semplicemente i prodotti dell’ortofrutticolo stanno diventando oggetto di imitazioni da parte di altri produttori in giro per il mondo.
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— Comunque, questo è solo l’inizio della vostra lotta per difendere i prodotti italiani?
Assolutamente sì. L’abbiamo sempre fatto, ci rendiamo conto però che da qualche mese a questa parte stanno diventando sempre più assidui i tentativi di copiare i nostri prodotti. Non dobbiamo essere timidi quando affronteremo l’Europa.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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