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Il Cdm approva all'unanimità l'estensione del green pass al pubblico e al privato

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Il visitatore presenta un codice QR prima di entrare in un museo - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
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Draghi: decreto per continuare ad aprire il Paese. Il certificato sarà obbligatorio anche per i politici, sindaci e presidenti di Regione e per i magistrati. L'obbligo scatta dal 15 ottobre. La sospensione non porta al licenziamento.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il decreto legge che rende obbligatorio il green pass nei luoghi di lavoro pubblici e privati dal 15 ottobre.
Il premier Mario Draghi in Cdm ha dichiarato che il testo approvato è "un decreto per continuare ad aprire il Paese".
Il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato che il decreto punta a "rendere questi luoghi più sicuri e rendere ancora più forte la nostra campagna di vaccinazione".
Speranza ha aggiunto che i tamponi saranno gratis per "gli esenti", quindi soggetti fragili o con disabilità. E la validità di quelli molecolari sarà ampliata a 72 ore.
La ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini ha spiegato che, però, "viene calmierato il prezzo dei tamponi, otto euro per i minorenni, 15 per gli adulti".
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha sottolineato che è stato applicato lo stesso metodo impiegato per l'obbligo nella scuola "che ha funzionato benissimo".
E con il provvedimento "universalistico" si toccano "un insieme di 23 milioni di lavoratori, tutto il capitale umano del paese, che in gran parte è già dotato" di certificazione.

Dai politici ai magistrati

Anche i politici dovranno esibire il certificato, ma, vista la specificità delle due Camere, il decreto stabilisce che "gli organi costituzionali, nell'ambito della propria autonomia, adeguano il proprio ordinamento".
Il decreto stabilisce che l'obbligo di green pass venga esteso a tutti i luoghi di lavoro e anche "ai soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice", quindi sindaci e presidenti di Regione, nonché ai consiglieri.
La certificazione sarà obbligatoria anche per i magistrati, compresi quelli onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie che devono accedere agli uffici giudiziari.
Niente obbligo, invece, per "avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo".

Nella P.a. obbligo anche per le ditte esterne

Il decreto stabilisce che la verifica del green pass sia in capo ai "datori di lavoro" per tutti i dipendenti pubblici.
Entro il 15 ottobre bisognerà designare le modalità operative delle verifiche che potrebbero essere fatte "a campione" e con controlli preferibilmente all'ingresso.
L'obbligo è previsto anche per i lavoratori esterni, in questo caso la verifica spetta ai rispettivi datori di lavoro delle singole aziende.

Multe fino a 1.500 euro nel pubblico

Per i dipendenti pubblici che verranno trovati sul posto di lavoro senza il green pass sono previste sanzioni da 600 a 1.500 euro, nel decreto.
Se il dipendente si presenta per cinque giorni di seguito senza certificazione scatta la sospensione senza stipendio.

Le sanzioni, ha sottolineato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, "non devono essere in alcun modo agganciate a percorsi che portano al licenziamento".

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