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Covid, l'appello dell'Unicef: riaprire le scuole nei Paesi colpiti dalla pandemia

© AP Photo / Andrew MedichiniVirginia Raggi a scuola a Roma prima dell'inizio dell'anno scolastico
Virginia Raggi a scuola a Roma prima dell'inizio dell'anno scolastico - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
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L'Unicef lancia l'allarme per la crisi dell'istruzione e chiede il ritorno degli studenti in classe a tutti i Paesi che hanno chiuso le scuole per la pandemia.
Il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef) lancia l'allarme: il Covid-19 ha provocato una crisi mondiale dell'istruzione. A 18 mesi dall'esplosione della pandemia, oltre un quarto dei Paesi al mondo mantiene le scuole completamente o parzialmente chiuse. È quanto emerge da un report pubblicato giovedì dall'agenzia dell'Onu.
La discontinuità con la didattica in presenza riguarda il 27% dei Paesi al mondo. Sono in tutto circa 131 milioni gli studenti che hanno perso più di tre quarti del loro apprendimento in classe. La campanella ha smesso di suonare in 17 Paesi, mentre sono 39 quelli con scuole parzialmente chiuse.

Crisi dell'istruzione

Le nazioni dove le scuole sono "quasi completamente chiuse" includono Filippine, Bangladesh, Venezuela, Arabia Saudita, Panama e Kuwait, in totale 77 milioni di studenti.

"La crisi dell'istruzione è ancora in corso e ogni giorno che passa, ogni classe che rimane chiusa, la situazione peggiora" ha affermato il direttore generale dell'Unicef ​​Henrietta Fore.

L'Unicef ritiene che gli insegnanti dovrebbero essere vaccinati contro il COVID-19 in via prioritaria, dopo gli operatori sanitari e le persone più a rischio, per essere protetti dai rischi di contagio.
Gli studenti possono essere più sicuri a casa, ma la disponibilità di computer, telefoni cellulari e Internet, nonché la qualità irregolare dell'istruzione, sono tra le sfide che continuano ad affrontare.

"Le perdite che gli studenti stanno subendo dal non essere a scuola potrebbero non essere mai recuperate" prosegue la Fore.

La crisi ombra per i bambini

"La chiusura delle scuole ha creato una crisi ombra per i bambini" si legge nel report.
La chiusura delle scuole non crea soltanto un problema educativo, ma anche sociale e, di conseguenza, economico. Questa crisi "ombra" colpisce le famiglie e soprattutto i bambini che, restando a casa, perdono i pasti scolastici e le vaccinazioni di routine, sperimentano isolamento sociale e aumento dell'ansia e sono esposti ad abusi e violenze.

Lo stop alle lezioni ha determinato un aumento della dispersione scolastica e ad un incremento dei fenomeni di lavoro minorile e di matrimoni precoci, scrive l'Unicef.

Inoltre, con i figli in casa, molti genitori hanno dovuto trascurare il lavoro per bilanciare le esigenze di cura e di apprendimento dei figli. Alcuni lo hanno del tutto perso, spingendo le loro famiglie nella povertà e creando una crisi economica più profonda.

Le iniziative dell'Unicef

L'esperienza ha mostrato che le scuole non sono i peggiori motori di trasmissione e, con un corretto protocollo, si possono ridurre e contenere i contagi da Covid-19.
Giovedì, l'Unicef ​​e i suoi partner chiuderanno i loro server digitali per 18 ore, per attirare l'attenzione sulla crisi e sui "18 mesi di apprendimento persi".
"Questa è una crisi che non lasceremo che il mondo ignori" ha detto Henrietta Fore. "I nostri server sono silenziosi, ma il nostro messaggio è forte: ogni comunità, ovunque, deve riaprire le scuole il più rapidamente possibile".
Tra le misure che il fondo per l'infanzia chiede di attuare c'è l'adozione di mascherine per studenti e personale, forniture per il lavaggio delle mani, pulizia e sanificazione degli ambienti, classi con pochi alunni, vaccinazione e condivisione delle informazioni con le famiglie.
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