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Cingolani: “Sul nucleare non ho cambiato idea, bisogna valutare ogni tecnologia”

© Sputnik . Evgeny UtkinRoberto Cingolani, Ministro della transizione ecologica, al Supersalone, Rho Fiera, Milano
Roberto Cingolani, Ministro della transizione ecologica, al Supersalone, Rho Fiera, Milano - Sputnik Italia, 1920, 16.09.2021
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Il ministro interviene nella discussione sul ritorno dell’Italia all’energia atomica, su cui Salvini ha aperto nei giorni scorsi. Per realizzare una nuova centrale, però, ci vorrebbero almeno 10 anni.
Pur ammettendo che in Italia la strada per il nucleare è in salita, per via del referendum che dice no alle vecchie tecnologie, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ribadisce che sull’energia atomica “non ho cambiato nessuna idea”.
Parlando a Radio Anch'io sul tema del nucleare, tornato d'attualità anche dopo le esternazioni del leader della Lega Matteo Salvini, che non escluderebbe centrali anche in Lombardia, Cingolani ha spiegato che le sue parole erano rivolte a un gruppo di studenti a cui ha spiegato che “in questo momento ci sono quattro paesi che stanno studiando delle sorgenti di energia alternativa che si chiamano vettori di quarta generazione”.
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Queste tecnologie, però, non sono ancora “mature”, ha sottolineato Cingolani. "Un conto è dire che dobbiamo continuare a guardare a tutte le tecnologie possibili per il futuro, perché questo problema del cambiamento climatico è un problema che c'è”.

Per una nuova centrale ci vorrebbero almeno 10 anni

Restano, quindi, ancorate nel campo delle ipotesi, le possibili idee su un ritorno dell’Italia al nucleare e, comunque, si tratterebbe di un progetto a lungo termine.
Secondo gli esperti, infatti, ci vorrebbero almeno 10 anni per realizzare un primo impianto.
I requisiti da soddisfare per la costruzione di una centrale sono: un’area antisismica, la vicinanza di corsi d’acqua con abbondanti portate per il raffreddamento del vapore e una bassa densità abitativa.
In passato era stata individuata l’area del mantovano, che racchiuderebbe queste caratteristiche. Del resto, in Lombardia e in Piemonte si trovano anche le vecchie centrali ormai dismesse e gli impianti collegati: Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza) e gli impianti del ciclo del combustibile di Saluggia (Vercelli), Fn per la produzione del combustibile nucleare di Bosco Marengo (Alessandria) e il reattore di ricerca Ispra-1 a Varese.
Il nucleare di quarta generazione di cui parla Cingolani consentirebbe, quando fosse sicuro e testato, di ridurre le scorie nucleari.
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