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Pechino: "spregevoli" le misure del parlamento britannico contro l'ambasciatore cinese

© AP Photo / Eugene HoshikoLa bandiera cinese
La bandiera cinese - Sputnik Italia, 1920, 15.09.2021
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La Gran Bretagna in precedenza aveva imposto sanzioni contro i funzionari cinesi per presunte violazioni dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang.
L'ambasciatore cinese nel Regno Unito Zheng Zeguang è stato bandito dal parlamento britannico a causa delle sanzioni imposte da Pechino contro i legislatori britannici.
Il presidente della Camera dei Comuni, Lindsay Hoyle, ha chiarito che Zheng non parteciperà a un ricevimento dei Comuni mercoledì, organizzato dall'All Party Parliamentary China Group.

"Tengo regolarmente incontri con ambasciatori di tutto il mondo per stabilire legami duraturi tra paesi e parlamentari. Ma non ritengo opportuno che l'ambasciatore della Cina si presenti alla tenuta dei Comuni, nonchè nostro luogo di lavoro, quando il suo paese ha imposto sanzioni contro alcuni dei nostri membri: se queste sanzioni venissero revocate, ovviamente questo non sarebbe un problema", ha dichiarato Hoyle.

L'ambasciata cinese, in risposta all'esclusione dell'ambasciatore dalla Camera dei Comuni, ha sostenuto che si tratta di un'azione "spregevole e codarda di alcuni individui del parlamento britannico per ostacolare i normali scambi e la cooperazione tra Cina e Regno Unito per vantaggi politici personali".
L'ambasciata ha sostenuto che l'atto intrapreso dalla Gran Bretagna è "dannoso per gli interessi dei popoli di entrambi i paesi".

Le sanzioni di Pechino

A marzo, il governo cinese ha imposto sanzioni a nove politici, parlamentari e accademici britannici per aver diffuso ciò che Pechino ha descritto come "bugie e disinformazione" sul trattamento degli uiguri, una minoranza musulmana che vive nella regione cinese nordoccidentale dello Xinjiang.
I gruppi per i diritti umani hanno a lungo accusato le autorità cinesi di inviare gli uiguri in campi di detenzione e di impiegarli nei lavori forzati.
Pechino respinge con veemenza tali accuse, insistendo che le strutture a cui si riferiscono i gruppi per i diritti sono in realtà "centri di formazione professionale", utilizzati per sradicare l'estremismo e debellare la povertà
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