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Lamorgese smentisce la bufala della “scorta” al rave party di Viterbo. Meloni: “Si dimetta”

© Jens TheeßRave party, musica
Rave party, musica - Sputnik Italia, 1920, 15.09.2021
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I partecipanti hanno superato i controlli raggiungendo di notte la radura, organizzando l’evento su gruppi chiusi su internet. Lo sgombero sarebbe stato troppo rischioso, secondo la ministra dell’Interno.
Non c’è stata nessuna scorta ai camper che da Orbetello hanno raggiunto la provincia di Viterbo per il rave party di Ferragosto. A dirlo, smentendo le notizie e le accuse circolate nelle scorse settimane, è stata la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese alla Camera.
Il raduno, dove è morto il 24enne Gianluca Santiago, è stato organizzato segretamente, con chat inaccessibili, ha spiegato Lamorgese nei suoi passaggi.
E i camperisti sono riusciti ad arrivare al lago di Mezzano contemporaneamente da diversi sentieri, evitando, di fatto, i posti di controllo attivati dalle forze dell'ordine.
A quel punto, quando si erano radunate già più di 7.000 persone, anche famiglie con bambini, il Viminale ha deciso che intervenire per uno sgombero sarebbe stato troppo rischioso.
Ma, ha rivendicato Lamorgese, l’attività delle forze dell’ordine ha evitato che i partecipanti diventassero 30mila o che il rave durasse fino al 23 agosto.

L’attacco di Fdi e Lega

"Non meritiamo un ministro così", ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in aula chiedendo le dimissioni di Lamorgese e definendo l’informativa “imbarazzante”.
A difesa della ministra si sono schierati Pd e M5S.
L'informativa della titolare del Viminale è stata interrotta diverse volte dalle contestazioni di Lega e Fdi e il presidente della Camera Roberto Fico è stato costretto a intervenire.
Riccardo Molinari, deputato della Lega ha detto a Lamorgese: "Noi siamo entrati nel governo per vedere una discontinuità e non per assistere da spettatori a cose che non ci piacciono. Cambi rotta perché diversamente così non possiamo andare avanti".

La ricostruzione dei fatti

Lamorgese ha riepilogato passo passo i momenti che hanno portato dal 13 agosto, nella tarda serata, all’assembramento dei camper, al 19 agosto, fine del rave party.
La sera del 13 agosto sull'Aurelia le forze dell'ordine avevano controllato un gruppo di 40 camper. Durante il controllo non erano emerse "evidenze circa forme di illegalità che legittimassero misure restrittive".
Nella notte tra il 13 e il 14 agosto approfittando del traffico delle festività i camper avevano raggiunto il lago nel viterbese e all’1.14 erano già diverse migliaia all’arrivo della prima pattuglia dei Carabinieri.
A quel punto, ha proseguito il ministro, considerato "l'elevato numero di soggetti coinvolti, tra cui anche minori, famiglie con bambini, le caratteristiche dell'area, apparecchiature elettriche con attacchi precari, la consistente presenza di automezzi, anche di grandi dimensioni" è stato valutato di "avviare da subito un'attività dissuasiva e di pressione sui partecipanti”.
La ministra ha sottolineato che, invece, è stata ritenuta controindicata “un'azione di forza. Un intervento di sgombero dell'area avrebbe potuto determinare rischi di ordine pubblico".
La ministra ha aggiunto e rivendicato di aver “seguito passo passo il corso della vicenda".
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