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L'allarme del M5s su Ita: "Rischia di trasformarsi in piccolo vettore low cost"

© Foto : AlitaliaAereo Alitalia in un hangar
Aereo Alitalia in un hangar - Sputnik Italia, 1920, 15.09.2021
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Imminente la scadenza della cassa integrazione per i lavoratori Alitalia. Dal 22 settembre quasi 8 mila rischiano di restare senza ammortizzatori sociali.
"Quello che si sta configurando nella vicenda Alitalia lascia allibiti. Anziché un fiore all'occhiello del trasporto italiano la nuova compagnia ITA rischia di trasformarsi, né più né meno, in una piccola low cost con ridotte capacità competitive", scrivono in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle delle commissioni Trasporti e Lavoro.
Le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl trasporto aereo hanno tenuto mercoledì un'audizione informale a commissioni riunite sulla situazione di Alitalia e Italia Trasporto Aereo. Nel corso dell'audizione i sindacati "hanno sottolineato che - riferisce la nota - in mancanza di adeguate misure di politiche attive e di un'estensione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori che non rientreranno nella newco, assisteremo a una stagione di altissima tensione sociale non più gestibile".
Per i parlamentari, nonostante la viceministra Laura Castelli abbia riaperto il tavolo di confronto "le possibilità sono ridotte al lumicino" soprattutto perché la cassa integrazione scade il prossimo 22 settembre.
"Quello che chiediamo - proseguono - è un'estensione della cig in un quadro di politiche attive più ampio per tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che non rientreranno nel piano di assunzioni di ITA. Parliamo di quasi 8mila lavoratori che restano fuori dai giochi".
I membri delle commissioni ricordano che la newco, uscita anche dalle rappresentanze di categoria, è tenuta a inquadrare il personale con contratto collettivo di settore così come ribadito anche dall'art. 203 del Decreto Rilancio.
"Questa norma è per noi di applicazione necessaria - sottolineano - e l'azienda deve prenderne atto. Non si può pensare di fare profitto sempre sulla pelle dei lavoratori".
"Il ministro dello sviluppo economico Giorgetti - aggiungono - non ha mai condiviso gli step che hanno portato all'accordo siglato con la Commissione europea e oggi ci ritroviamo in una situazione insostenibile.
I deputati del M5s auspicano che "il Governo intervenga quanto prima per salvare i lavoratori da un disastro annunciato, anche considerando il ricorso alle risorse bloccate nel Fondo Volo che ammontano a 1 miliardo di euro e che potrebbero essere utilizzate per potenziare gli ammortizzatori sociali".
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