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I dubbi di Galli sulla terza dose: "Nessuna certezza per chi non ha risposto bene alle prime due"

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 15.09.2021
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Il primario dell'ospedale Sacco di Milano è intervenuto in radio per parlare della terza dose e dell'imminente vaccinazione anti-influenzale.
"Ben venga la terza dose del vaccino anti-Covid, ma non abbiamo alcuna certezza che chi non ha risposto alle prime due dosi risponda alla terza". Il professor Massimo Galli, direttore della Clinica Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, espone i suoi dubbi sull'efficacia della terza dose ai microfoni di iNews24.
La terza dose, dunque, potrebbe non servire a proteggere i soggetti che non hanno sviluppato una risposta anticorpale al completamento del ciclo vaccinale.

"Dovremmo prima capire quanti anticorpi contro il coronavirus ci sono nell'organismo" precisa.

In quanto a chi ha risposto bene al vaccino, secondo Galli la terza dose "non è indispensabile", ma "questo aspetto importante non sempre viene preso in considerazione" sottolinea.

La situazione epidemiologica

“Incrociamo le dita e vediamo cosa succede. Sembra che negli ultimi giorni ci sia stato un numero limitato di riscontri di positività" afferma Galli.

L'infettivologo, però, insiste sulla necessità dei test diagnostici per individuare gli asintomatici, anche fra i vaccinati.
"Molte persone, incluse quelle vaccinate, non si sottopongono al tampone perché ritengono di non averne motivo", osserva.

La campagna antinfluenzale

Galli si sofferma sull'imminente campagna anti-influenzale, che partirà in autunno. Ritiene che debba essere incentivata e si dice preoccupato "per l'applicazione e sull'esecuzione delle strategie per la vaccinazione antinfluenzale".

"L'anno scorso abbiamo avuto una caduta verticale di influenza e raffreddore perché indossavamo le mascherine e i contatti sociali erano ridotti. Quest'anno, invece, mi chiedo come andrà. È il caso di prendere posizioni e definire strategie", ha dichiarato.

La vaccinazione antinfluenzale sarà quasi sovrapposta a quella anti-covid, specie per quanti riceveranno la terza dose a partire da fine settembre. Galli non ha dubbi: bisogna sottoporsi ad entrambe.
"Aver fatto il vaccino contro il Sars-CoV-2 non giustifica la scelta di non sottoporsi all'antinfluenzale o all'antipneumococcico" avverte.

Su quanto tempo debba passare fra un'iniezione e l'altra, il primario spiega che "non c'è una risposta definitiva". Potrebbe passare poco tempo fra le due vaccinazioni.

"Ai bambini somministriamo una quantità enorme di vaccini tutti insieme e mi chiedo perché nel caso degli adulti abbiamo paura" commenta, specificando che tuttavia si attendono indicazioni.
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