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Trump torna alla ribalta: da 'Ground Zero' alle presidenziali del 2024

© REUTERS / Jonathan DrakeDonald Trump
Donald Trump - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
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A Washington, l’amministrazione in carica attendeva con ansia il ventennale dell’11 settembre. Il presidente Biden sperava, infatti, da mesi di farne l’occasione per chiudere un ciclo storico in termini favorevoli all’America.
La lunga vicenda apertasi con l’attacco alle Torri Gemelle si sarebbe conclusa simbolicamente con la fine delle endless wars promosse per rispondervi.
Il fato ed una certa dose di approssimazione hanno invece servito alla Casa Bianca uno scenario terribile. I soldati americani sono stati rimpatriati, ma il sistema politico impiantato a Kabul dopo il rovesciamento dei talibani* non ha retto neanche due mesi al loro ritiro.
Le immagini sono impietose. Non solo abbiamo rivisto gli elicotteri che avevano sgomberato nel 1975 l’ambasciata Usa di Saigon, ma siamo stati costretti ad assistere al disperato tentativo di fuga di decine di migliaia di persone che nell’America avevano riposto, in questi anni tutte, le loro speranze. Tanti si sono attaccati alle carlinghe degli aerei in partenza, trovando una morte orribile.
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I militari alleati hanno portato via oltre 120mila persone da Kabul, ma in Afghanistan ci sono ancora diversi occidentali che non hanno trovato una via di fuga. Tanti ex fedeli collaboratori delle truppe della Nato si nascondono inoltre come loro, temendo le rappresaglie dei guerriglieri appena tornati al potere.
È su questo sfondo che l’America ha ricordato i 20 anni dalla grande strage del 2001. Senza alcun trionfalismo, ma anzi nella consapevolezza di non aver costruito praticamente nulla né in Iraq né in Afghanistan. Il Medio Oriente non è stato democratizzato né, tanto meno, stabilizzato. E a Kabul sono entrati nella stanza dei bottoni personalità che figurano ancora nella lista delle persone da ricercare e perseguire per reati di terrorismo.
Giovanni Toti - Sputnik Italia, 1920, 11.09.2021
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I talibani hanno persino protestato, notando come negli accordi di Doha fosse prevista la cancellazione dei nomi riconducibili al loro movimento dagli elenchi dei jihadisti più pericolosi del mondo. Una cosa non del tutto assurda, considerato che diverse personalità erano finite nel mirino proprio per il fatto di combattere con metodi irregolari i contingenti inviati dall’Alleanza Atlantica in Afghanistan.
Biden non è quindi riuscito a trarre alcun nuovo consenso dal mantenimento della propria promessa elettorale, malgrado l’opinione pubblica americana avversasse la continuazione dell’intervento militare in Afghanistan.
Di questa situazione ha approfittato Donald Trump, per riproporsi nel terreno della grande politica ed aprirsi la strada ad una eventuale ricandidatura nel 2024. L’ex presidente, in effetti, chiamato in causa dal successore per aver sottoscritto gli accordi di Doha, ha ribaltato ogni addebito, evidenziando tutte le criticità emerse nel corso delle recenti operazioni di rimpatrio.
Trump ha contestato a Biden, in particolare, la decisione di non aver riportato a casa i civili americani prima dei soldati, lasciandoli alla mercè dei talibani. Inoltre, nel corso di un videomessaggio registrato per l’occasione, ha addossato all’attuale inquilino della Casa Bianca la responsabilità morale della morte dei 13 Marines uccisi all’aeroporto di Kabul da un attentatore suicida appartenente al sedicente Isis-K*, evidenziando altresì la gravità di quanto accaduto agli armamenti lasciati dagli Stati Uniti sul suolo afghano.
Sostanzialmente, agli occhi di Trump il ritiro ordinato da Biden sarebbe avvenuto con modalità che avrebbero evidenziato la debolezza, anziché la forza, dell’America.
Quanto è accaduto ha comportato anche un drastico peggioramento dei sondaggi relativi all’approvazione di cui gode il Presidente in carica. Molto grigio è stato anche l’omaggio prestato da Biden ai caduti di ‘Ground Zero’, né ha giovato all’immagine del commander in chief americano l’aver abbandonato anzitempo il luogo delle celebrazioni.
© flickr.com / Steve GardnerMemorial Museum dedicato alla tragedia dell'11 settembre, 2001
Memorial Museum dedicato alla tragedia dell'11 settembre, 2001 - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
Memorial Museum dedicato alla tragedia dell'11 settembre, 2001
A ‘Ground Zero’ c’era, con il Presidente in carica, tutto il gotha della politica statunitense recente, ma non Trump, che ha invece preferito presentarsi a sorpresa presso due sedi dei vigili del fuoco e della polizia di New York, generando entusiasmo e curiosità da parte di tutti i presenti.
Come se non bastasse, Trump si è successivamente fatto vedere anche in un’arena in cui si svolgeva un importante match di boxe, prendendo posto tra i commentatori e rispondendo alle acclamazioni del pubblico.
In pratica, il magnate si è ripreso la scena nel giorno che doveva esser di Biden e che Biden dovrà trovare il modo di far dimenticare, prima delle elezioni di mid-term del novembre 2022.
Trump non ha annunciato la propria intenzione di ricandidarsi nel 2024, ma ha fatto intendere a chi glielo chiedeva che ci stava pensando.
È chiaro che la scelta definitiva al riguardo verrà fatta molto più in là, anche sulla base delle condizioni fisiche in cui si troverà l’ex Presidente alla fine del 2023. Dei preparativi preliminari sono però certamente in corso.
Prima di andare a New York, Trump aveva già tenuto comizi e preparato degli spot da diffondere per via televisiva. La circostanza che sia in procinto di visitare l’Iowa, Stato che nelle primarie di entrambi i partiti americani svolge un ruolo di orientamento decisivo, ha poi dato maggior spessore agli indizi che vanno in quella direzione.
Trump rimane quindi un fattore importante nelle dinamiche politiche interne agli Stati Uniti, a dispetto di quanto è accaduto lo scorso 6 gennaio e delle modalità burrascose che hanno caratterizzato la trasmissione del potere due settimane dopo.
Президент США Дональд Трамп - Sputnik Italia, 1920, 11.09.2021
11/9, nel giorno del 20° anniversario Trump si scaglia contro Biden per ritiro da Afghanistan
L’ex Presidente ed i circoli che gli sono vicini stanno fortemente promuovendo anche Ron De Santis, Governatore della Florida, Stato in cui Trump risiede per buona parte dell’anno. Se Trump correrà, potrà essere il suo running mate. Se invece dovesse rinunciare il magnate, De Santis ne riceverebbe comunque l’investitura.
La decisione che assumerà Trump non è naturalmente l’unica incognita che grava sull’appuntamento del 2024. È infatti tutt’altro che sicuro che vi arrivi lo stesso Biden, per quanto si possa essere certi del fatto che si cercherà di tenerlo nello Studio Ovale almeno fino al 21 gennaio 2023. Quel giorno, infatti, a due anni ed un giorno dal suo insediamento, le eventuali dimissioni del Presidente e la sua sostituzione con l’attuale vice, Kamala Harris, non pregiudicheranno più la possibilità che quest’ultima possa essere votata due volte, nel 2024 e nel 2028.
Qualora, per cause di qualsiasi tipo, Biden non giungesse a quel traguardo, invece, la Harris avrebbe diritto ad una sola rielezione. Non è peraltro detto, nella prospettiva del voto presidenziale del 2024, che Kamala non subisca una sfida interna.
Proprio per questo motivo, sarà importante prestare attenzione anche al voto con il quale la California deciderà il destino del suo Governatore, il democratico Gavin Newsom, che è stato costretto ad affrontare le urne da una petizione per la sua revoca sottoscritta da oltre un milione e mezzo di persone.
La senatrice di California Kamala Harris - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
Kamala Harris ai migranti: "Non venite negli Usa, sarete rispediti indietro"
Se Newsom la spuntasse comunque, diventerebbe un candidato in pectore più forte della Harris, che proviene dal suo stesso Stato, ma che alle primarie del 2020 raccolse pochi voti.
Un’eventuale sconfitta del Governatore californiano in carica da parte di un suo sfidante repubblicano, invece, rappresenterebbe uno shock politico di maggiori proporzioni anche a livello federale, date le inclinazioni fortemente liberali dell’elettorato locale. Nulla può più esser dato per scontato nell’America di oggi.
*Organizzazioni terroristiche estremiste illegali in Russia e altri paesi.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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