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Facebook lancia la "lista bianca": chi sono gli utenti che possono violare le regole senza punizioni

© AP Photo / Matt RourkeLogo Facebook
Logo Facebook - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
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Il giornale Wall Street Journal ha avuto a disposizione i documenti interni di Facebook, i cui contenuti mostrano che per alcuni utenti sono previste delle eccezioni riguardo le sanzioni per violazioni delle regole della community: non vengono bloccati immediatamente, in quanto per loro esiste uno speciale programma di moderazione.
La società ha creato una "lista bianca" di utenti che non subiscono le sanzioni per violazione degli standard automaticamente, scrive il giornale. I contenuti degli utenti di questa categoria vengono controllati dal programma di convalida incrociata XCheck. Era previsto che il software si occuperebbe del monitoraggio dei contenuti di politici, atleti e blogger noti, in quanto "possono richiedere maggiore attenzione", ha affermato il portavoce di Facebook, Andy Stone.
Secondo le informazioni a disposizione del WSJ, la società ha elaborato un sistema per migliorare la reputazione. In tal modo Facebook cerca di minimizzare le segnalazioni dei media su blocchi di account di persone famose dopo aver ritenuto erroneamente che l'utente abbia violato le regole del social network.
Il programma non nasconde i post degli utenti della "lista bianca", anche se potrebbero violare gli standard della community volte a contrastare il bullismo, i contenuti sessuali, l'incitamento all'odio e l'incitamento alla violenza. Il sistema invia la notifica ad un team di specialisti e loro decidono se bloccare o meno il contenuto. Tuttavia, tale procedura richiede più tempo e nel frattempo i post che violano le regole riceve più visibilità.
Ad esempio, il calciatore Neymar ha condiviso alcune foto nude di una donna che lo aveva accusato di stupro. Prima che il post fosse cancellato da Facebook, è stato visto da milioni di fan della star brasiliana. Con la procedura normale il suo post sarebbe stato cancellato subito.
Gli account inseriti nella lista condividevano post che i fact checker di Facebook hanno ritenuto falsi, tra cui quelli che affermavano che i vaccini possono comportare la morte, che Hillary Clinton aveva coperto "gruppi di pedofili" e che l'allora presidente Donald Trump aveva chiamato tutti i rifugiati richiedenti di asilo "animali", si apprende dai documenti.
Nel 2020 XCheck ha accumulato un elenco di almeno 5,8 milioni di persone, tra cui politici, atleti, giornalisti e persino profili di animali domestici.
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