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Assalto al prosecco italiano: il sì al Prosek croato della Commissione europea

Bottiglie di spumante
Bottiglie di spumante - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
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L'Italia avrà due mesi di tempo per presentare un'obiezione motivata. L'ira di Zaia: "Di questa Europa non sappiamo cosa farcene".
La domanda di registrazione della menzione tradizionale del Prosek sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue. La Commissione europea ha valutato “la conformità ai requisiti di ammissibilità e validità” della richiesta presentata dalle autorità croate. Insorgono i produttori italiani che intravedono un conflitto con la protezione della Dop italiana Prosecco.
Il consorzio Prosecco Docg, sul piede di guerra, invita a "fare squadra" non solo per "proteggere il nostro prodotto e il nome Prosecco", ma soprattutto "per non creare pericolosi precedenti". Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, parla di una scelta che lascia senza parole" e va all'attacco:

"Di questa Europa non sappiamo cosa farcene, perché non difende l'identità dei suoi territori", tuona.

"Dovrebbe capire - prosegue nella dichiarazione rilasciata ad Agi - che non solo si tratta di un prodotto che ha avuto tutti i riconoscimenti formali, dalle stesse strutture amministrative della Commissione europea, anche rispetto alla riserva del suo nome, ma il prosecco ha, addirittura, ottenuto il massimo riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco".

La difesa bipartisan del Prosecco

La difesa della denominazione protetta delle bollicine italiane è trasversale. Lega e PD si ritrovano d'accordo nel difendere in ogni modo la denominazione del Prosecco italiano.

"Deve essere chiaro a tutti che l'unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre" affermano gli eurodeputati del Carroccio, mentre per la capogruppo dem alla Camera Debora Serracchiani si tratta di "una decisione che dev'essere contrastata in tutti i modi".

L'Italia dovrà schierare il suo peso istituzionale "accanto ai nostri produttori e sostenendo le loro legittime obiezioni", specifica la Serracchiani.
"Non può essere sempre e solo colpa dell'Europa", afferma Luca De Carlo, responsabile nazionale del dipartimento agricoltura e eccellenze italiane di Fratelli d’Italia, che non risparmia una stoccata alle forze di maggioranza.
"Si continua ad avere l’impressione che il Governo italiano dorma sugli allori e che ci sia totale scollamento fra quello che fa il nostro governo e quello che invece decide l’Unione Europea. Non può essere sempre e solo colpa dell’Europa, bisogna avere il coraggio di difendere le produzioni e le eccellenze italiane, preventivamente e non a cose praticamente fatte", afferma.
Grafico di borsa - Sputnik Italia, 1920, 14.09.2021
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L'allarme sull'export

Coldiretti si oppone fermamente alla decisione della Commissione, rilevando come la decisione contraddica "in maniera clamorosa" una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sull'illegittimità dei "nomi truffa che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea come la star delle bollicine italiane".
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, lancia l'allarme sull'export, sostenendo che si tratta di un "precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio, dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi come in Argentina e Australia".

Ammissibilità della richiesta, due mesi per opporsi

Di diverso avviso è stata la Commissione europea, che ha acquisito la domanda di protezione della menzione tradizionale presentata dalle autorità croate, ritenendo ammissibile l'omonimia.
Il commissario all’Agricoltura, Janusz Wojciechowsk, ha fatto sapere in un'interrogazione parlamentare che le parti interessate avranno due mesi per presentare un'obiezione motivata a partire dalla data di pubblicazione della domanda.
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