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Patrick Zaki a processo, domani la prima udienza. Rischia 5 anni

© Foto : Social mediaPatrick George Zaki, ricercatore presso l'Università di Bologna
Patrick George Zaki, ricercatore presso l'Università di Bologna - Sputnik Italia, 1920, 13.09.2021
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Patrick Zaki è stato rinviato a processo. Il tribunale egiziano dopo aver trattenuto lungamente in carcere il giovane studente ora lo manda a processo per un suo scritto.
"Sapevamo che la procura egiziana avrebbe tirato fuori qualcosa per giustificare l'inizio del processo di #PatrickZaki. Per uno scritto in difesa di una minoranza copta perseguitata in Egitto, Patrick rischierebbe fino a 5 anni di carcere #FreePatrickZaki", lo scrive su Twitter Amnesty Italia accompagnando il messaggio testuale con un breve video girato dal portavoce di Amnesty International in Italia Riccardo Noury.
Ci aspettavamo che prima della scadenza dei 24 mesi di detenzione preventiva i giudici egiziani avrebbero tirato fuori qualcosa dall'attività di ricerca di Patrick per portarlo a processo, e così è stato, afferma Noury.
"Già nelle settimane scorse avevamo avvisato il Governo italiano che poteva esserci uno sviluppo accelerato. Ora ogni minuto che passa in cui da parte dell'Italia non si fa nulla è un minuto che viene perso drammaticamente e colpevolmente". Questo è' il messaggio che Amnesty International, attraverso il suo portavoce Riccardo Noury, rivolge al governo italiano alla vigilia della prima udienza del processo per Patrick Zaki, lo studente dell'Università di Bologna detenuto in Egitto con l'accusa di propaganda sovversiva.

L'accelerazione

Il 9 settembre scorso la Suprema corte aveva imposto una accelerazione al caso dopo oltre un anno e mezzo di detenzione. I giudici si sono concentrati sull’attività di ricerca universitaria dello studente e n particolare sull’attività svolta con l’ente per i diritti personali in Egitto.
L’accusa ha affermato che Patrik avrebbe scritto degli articoli tra il 2013 e il 2019 volti a diffondere notizie false all’interno e all’esterno del paese. Ma non sono state portate prove dall’accusa che quegli scritto sono effettivamente di Patrik. Tali scritti si aggiungono allo screenshoot della pagina Facebook che l’accusa presume sia stata creata da Patrik Zaki per diffondere messaggi contrari al governo dell’Egitto.
Per l’accusa, quindi, Zaki va a processo con le seguenti accuse scrive la pagina Facebook Patrick Libero: “Per aver partecipato con un gruppo terrorista con la conoscenza dei suoi scopi, a diffondere notizie false all'interno e all'esterno del paese, e utilizzare un account digitale online per commettere i due crimini precedenti”.
L’accusa non specifica a quale gruppo Zaki apparterrebbe.
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