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Esperto militare: “I nuovi missili da crociera della Corea del Nord cambiano il quadro strategico”

© AFP 2021 / Handout / KCTVIl leader nordcoreano Kim Jong-un assiste al lancio di un missile balistico
Il leader nordcoreano Kim Jong-un assiste al lancio di un missile balistico - Sputnik Italia, 1920, 13.09.2021
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Secondo Vladimir Khrustalev, esperto russo di programmi missilistici e nucleari della Corea del Nord, i nuovi missili da crociera a lungo raggio testati con successo nel fine settimana cambierebbero sensibilmente il quadro strategico dell’intero quadrante.
Vladimir Khrustalev, esperto di programmi missilistici e nucleari della RPDC intervistato da Sputnik, sostiene che la comparsa dei nuovi missili da crociera a lungo raggio dalla Corea del Nord starebbe cambiando l'allineamento politico-militare nella regione.
La Corea del Nord ora diviene ufficialmente un membro del ristretto club di paesi che possiedono missili da crociera ad alta precisione a bassa quota capaci di distruggere bersagli terrestri a distanze fino a 1.500 km dal punto di lancio. Questo è un tipo di arma moderna efficace che ha un ampio elenco di vantaggi rispetto ad altri tipi di armi.
Per prima cosa si tratta di un'arma per così dire da "club" (il numero di paesi che si sono dotati di un’arma di tale efficacia è limitato: Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Cina, Iran e pochi altri) e questo gioca chiaramente a favore della propaganda interna.
Il paese produceva già da tempo i propri missili specifici anti-nave, costruiti utilizzando una serie simile di tecnologie. Allo stesso tempo, l’alleato Iran possiede una vasta esperienza nello sviluppo di missili da crociera terrestri con gittata superiore ai 1000 km.
In secondo luogo, l’essere riusciti ad ottenere una tale tecnologia comporta essersi dotati di un’arma contro la quale è difficile combattere in condizioni di combattimento reali. Inoltre si tratta di una piattaforma adatta per la consegna di testate nucleari (nel caso il Paese effettivamente già ne possieda).
Nonostante si tratti di un bersaglio semplice, se in lancio singolo, in una situazione di combattimento reale, con un attacco massiccio, è quasi impossibile intercettare tutti i missili di questo tipo. Soprattutto se vengono utilizzati tenendo conto della posizione dei sistemi di difesa aerea nemici, con lanci multipli simultanei e sfruttando le zone d’ombre radar volando a bassissima quota.
I missili da crociera possono volare raso terra, (il che significa che il raggio di rilevamento dei tradizionali radar terrestri e marittimi è ridotto a decine di chilometri), e hanno una traccia radar inferiore rispetto agli aerei da combattimento convenzionali, anche per i radar oltre l'orizzonte.
Test missilistico in Corea del Nord - Sputnik Italia, 1920, 13.09.2021
Corea del Nord testa "con successo" nuovo missile da crociera a lungo raggio, rivelano media statali
In terzo luogo, esiste un'esperienza pratica dell'uso diffuso e riuscito di missili da crociera non solo da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, ma anche contro di loro: nel 2003, diversi missili da crociera iracheni primitivi, convertiti da vecchi missili antinave, hanno volato impunemente attraverso le linee di difesa aerea degli Stati Uniti in Kuwait. Gli americani allora si salvarono da seri danni solo grazie al fatto che quei missili erano, in generale, incompiuti. Ma l’episodio dimostrò vulnerabilità. Ancora più indicativo è stato il riuscito attacco nel 2019 con missili da crociera contro obiettivi sauditi coperti dalla difesa aerea.
In quarto luogo, i vicini della Corea del Nord (Cina e Russia) possiedono tali missili. Anche gli Stati Uniti (gli stessi leggendari Tomahawk) e la Corea del Sud hanno missili da crociera di precisione a lungo raggio (Hyunmoo-3). Quindi, per Pyongyang, che ha un’aviazione modesta, la necessità di tali mezzi asimmetrici è ancora maggiore.
In quinto luogo, i test dei missili da crociera non violano alcuna risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Infatti, vietare la sperimentazione della "tecnologia missilistica da crociera", significherebbe dover vietare anche dell'uso dei tradizionali aerei dato che si tratta di mezzi che non sfruttano altro che i medesimi principi fisici.
Per tutte queste considerazioni, è logico ritenere questo come un progresso nello sviluppo delle capacità militari della Corea del Nord, che crea un sistema di deterrenza multicomponente che può riguardare armi convenzionali ma potenzialmente anche nucleari.
L'apparizione negli arsenali dei missili da crociera a lungo raggio è un’evoluzione naturale ma che porta implicazioni strategiche importanti visti gli sforzi della RPDC in campo nucleare.
In effetti, per la Corea del Nord, l'arsenale nucleare è una garanzia contro l'attuazione di minacce esistenziali con la forza. O, nel peggiore dei casi, una garanzia che la rappresaglia contro il nemico sarà veramente escatologica. Pertanto, a Pyongyang saranno pronti a discutere i parametri del controllo degli armamenti e le relazioni tra i vari paesi e così via, ma non accetteranno il disarmo unilaterale ora che hanno una tale dotazione. Né rinunceranno al miglioramento qualitativo e quantitativo dell'arsenale nucleare. Perché il contenimento funzioni, deve garantire una risposta anche nelle peggiori condizioni. Pertanto, deve essere in grado di sopravvivere al primo attacco e superare la difesa aerea e la difesa missilistica del nemico.
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