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Energia elettrica, Cingolani avverte: in questo trimestre più cara del 40%

© Sputnik . Pavel Lisitsin / Vai alla galleria fotograficaElettricità
Elettricità - Sputnik Italia, 1920, 13.09.2021
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Caro energia. Nel prossimo trimestre la bolletta dell'energia elettrica sarà più cara del 40%.
L’allarma arriva dal convegno "Verso una transizione sociale - Quale sviluppo per il futuro della Liguria" organizzato dalla Cgil Genova alla presenza del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.
Cingolani afferma che “queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle” e spiega anche perché l’energia cosa così cara.
“Succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta”, ha detto il ministro.
Ad elevare il prezzo dell’energia è in particolare il gas naturale che sui mercati ha sfondato la soglia psicologica dei 5 dollari per portarsi a 5,18 USD. La prima volta che accade nella storia del gas naturale.

La soluzione per le famiglie

Il ministro Cingolani ha spiegato che con il decreto lavoro e imprese hanno messo 1,2 miliardi di euro sul terzo trimestre 2021 per ridurre gli oneri generali di sistema. Questa soluzione del governo ha permesso di ridurre al solo +9,9% gli aumenti per la bolletta dell’elettricità e al solo +15,3% per quella del gas.
Senza un tale intervento dello Stato gli impatti sulle famiglie sarebbero stati impietosi per le loro tasche.
Per le famiglie si prospettano ulteriori aggravi sul portafoglio pari a 247 euro su base annua, dice l’Unione nazionale dei Consumatori.

Prospettive di prezzi in aumento

Le materie prime, tutte, crescono da circa un anno con un trend allarmante che non accenna a diminuire: rame, alluminio, grano duro, palladio, platino, litio e cobalto.
Il 30 settembre Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, pubblicherà i nuovi aggiornamenti dei prezzi validi per il quarto trimestre dell’anno e si attendono ulteriori rincari.
Il ministro Cingolani dice che non si può andare avanti con interventi di copertura economica, ma servono “interventi strutturali”, un intervento che resta anche a livello fiscale. E magari anche un investimento che renda l’Italia meno dipendente dalle fonti fossili che in gran parte il paese è costretta ad importare dall’estero.
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