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Venezia - capitale mondiale della sostenibilità

© Sputnik . Vladimir Vyatkin / Vai alla galleria fotograficaBasilica di San Marco
Basilica di San Marco - Sputnik Italia, 1920, 12.09.2021
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Nell’ambito del progetto della Fondazione "Venezia capitale mondiale della sostenibilità", la città lagunare punta a diventare un centro di rilievo mondiale per il dibattito scientifico accademico e culturale sui temi della sostenibilità e Esg (Ambiente, Sociale e Governance).
L'obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo di un piano di interventi per la crescita sostenibile del territorio, in particolare il rilancio di Marghera - il più grande area industriale dell’Italia - come polo per la produzione di energie alternative.
Quali passi concreti sono stati già intrapresi per far diventare Venezia la più antica città del futuro? Per fare il punto della situazione nell’ambito del press-tour organizzato dal Comune di Venezia Sputnik Italia ha raggiunto Massimiliano De Martin, Assessore regionale all'Ambiente del Comune di Venezia.
Venezia è un laboratorio vivente con un ecosistema ambientale fragile da proteggere e dove testare soluzioni innovative esportabili in tutto il Mondo relative a transizione ecologica, economia circolare e cambiamento climatico.

Problema dell’acqua inquinata:

Al di là del Mose che è una difesa idrogeologica, c’è la questione dei nutrienti che vanno nell'acqua. Lavoriamo molto sull’aspetto della fognatura che nel centro storico è ancora lacunoso. Però abbiamo 7 fiumi che sfociano nella Laguna e quindi dobbiamo far conto dell’acqua che arriva da altri comuni e territori. Quindi quando si dice che l'acqua della Laguna è inquinata, non significa che la città inquina, è una somma di variabili che arrivano da decine e centinaia di chilometri da qui.
Vogliamo cominciare una politica ambientale amministrativa di buon esempio per altri comuni. Lavoriamo molto sul corso delle acque fluviali. L'esempio concreto è il parco fluviale di Marzenego che deve diventare una zona di biodiversità e corridoio ecologico.
Assieme ad altri enti stiamo pensando delle vasche che funzioneranno come fossero dei reni per pulire l’acqua e trattenere tutte le impurità che sfociano nella Laguna”, ha sottolineato De Martin precisando che anche 7 comuni interessati tramite i quali attraversa il fiume hanno adottato lo stesso approccio.

Ripensamento dei trasporti:

Olio di frittura per i vaporetti di Venezia
“I vaporetti che navigano nella Laguna sono alimentati con il biodiesel che viene prodotto nella zona industriale da olio di frittura di origine domestica tramite un accordo tra Eni, Comune di Venezia, Veritas, Ente Nazionale di Idrocarburi e ACTV”, ha spiegato Massimiliano De Martin precisando che in questo modo il Comune promuove una gestione circolare e sostenibile di risorse.
Nasce a Venezia il primo distributore a idrogeno nell'ambito urbano
Il gruppo Eni, tramite la controllata Eni Refining e Marketing, costruirà a Venezia un nuovo impianto per il rifornimento di idrogeno ai mezzi stradali.
Come ha notato l’Assessore, Eni ha sempre avuto la sua sede a Venezia e “ha sempre investito alla ricerca”. Del progetto se ne parla già da 20 anni e solo adesso questa iniziativa ha preso forma:
“Ora tempi sono maturi anche per produrre i mezzi che vanno a idrogeno. È già partito il cantiere per la costruzione del primo impianto di distribuzione di carburante che prevede l'erogazione di tutti i sistemi tradizionali (benzina, diesel, Gpl, elettrico) ma anche l’idrogeno. È il primo distributore a idrogeno in Italia dentro l'ambito urbano che servirà per far utilizzare i mezzi su scala locale per la distribuzione delle merci, piuttosto che il trasporto pubblico, piuttosto che altri mezzi di servizio”.
Problema di inquinamento causato dal transito
Venezia è l'unica città in Italia dove sono presenti tutte le infrastrutture di trasporto – un aeroporto intercontinentale, un aeroporto turistico al Lido, un porto commerciale di Fusina (che per ora è marittimo), un porto mercantile, una ferrovia con due stazioni (una a Mestre, una a Venezia) e un raccordo autostradale che smista il Nord Europa con l'Est Europa.

“Qui passa tutto e tutti. E quindi noi dobbiamo sopportare un inquinamento causato dal transito e non quello prodotto in città. Ecco perché la politica ambientale deve essere coinvolgente”, insiste l’Assessore.

Elettrificazione dei mezzi pubblici
Dopo un periodo sperimentale, il progetto di elettrificazione del trasporto pubblico nelle isole di Lido e Pellestrina ha preso pienamente corpo da fine agosto 2021.
“Siamo testano una linea elettrica degli autobus per vedere se sono funzionali e per formare una rete molto più distribuita in terraferma che sostituirà i mezzi tradizionali”, -ha spiegato Massimiliano De Martin, sottolineando che anche i 14 mila barche che girano in Laguna “hanno bisogno di una sostituzione”.

L’inquinamento del mare da plastica:

Lo studio "The Mediterranean: Mare Plasticum”, pubblicato dall'International Union for Conservation of Nature, sottolinea che l’Italia è il secondo Paese che inquina di più ogni anno (34 mila tonnellate). Peggio fa solamente l'Egitto, con il Nilo che contribuisce da solo al 20 per cento del totale. Venezia ha trovato una soluzione pure a questo problema.
“La nostra città è stata la prima che ha fatto l'accordo con i pescatori che operano nell'isola di Burano e nell'isola di Pellestrina. Queste persone ci hanno chiesto una mano sui rimasugli di plastica che appaiono durante la lavorazione e l'insacchettamento del pesce. Per risolvere il problema abbiamo fatto una politica di distribuzione capillare nell'ambito della quale una volta è finita la pesca i pescatori portano tutto il materiale che è finito dentro all'azienda della spazzatura ad un prezzo calmierato. È una cosa semplice e banale che però non veniva mai fatta.
Abbiamo pesato cosa questi pescatori gettano nei cassonetti e ci siamo accorti che ogni anno raccogliamo solo da loro 160 tonnellate di rifiuto da pesca”, ha raccontato De Martin.

Che fine farà Venezia?

Nel 2050 la Serenissima potrebbe essere interamente sommersa e lo stesso vale per Amsterdam, lo sostiene il report del Climate Central (Land projected to be below annual flood level in 2050). Una notizia che fatto il giro del mondo e che danneggia l’immagine di Venezia. Tutto va davvero così male?
“Siamo cattivi, non moriremo mai”, scherza l’Assessore e poi fa l’appello: “Deve essere assunta una politica mondiale per contrastare questo fenomeno. La città di Venezia potrebbe essere solo un termometro – quello che capita qua capita prima che da qualche altra parte. Bisogna studiare quello che accade e non criticare perché così si fa solo l'ideologia, e la questione principale rimane irrisolta. Bisogna cercare la sorgente del problema e quindi sicuramente tutte le città (non solo Venezia) devono sviluppare una politica di abbassamento delle temperature”.
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