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Mangia e dimagrisci: come cambia il metabolismo col tempo e come influenzarlo?

CC0 / Pixabay / Perché è così difficile dimagrire? Questione di geni, dicono gli scienziati
Perché è così difficile dimagrire? Questione di geni, dicono gli scienziati - Sputnik Italia, 1920, 12.09.2021
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Durante l’infanzia il nostro metabolismo è molto rapido, mentre dopo i 20 anni rallenta, ma non così rapidamente come si credeva in passato. Per questo non dovremmo giustificare i nostri chili di troppo con il metabolismo.

Età e metabolismo

Verso la fine degli anni ‘90, i fisiologi concordavano sul fatto che, dopo i 30, per via del rallentamento del metabolismo, si poteva evitare di ingrassare soltanto cambiando abitudini alimentari e stile di vita.
Nel 2018, alcuni scienziati americani hanno rivisto questa teoria, portando l’età soglia ai 25. Inoltre, gli esperti hanno osservato che le donne faticano di più a controllare il loro peso, in particolare dopo la menopausa.
Tuttavia, come evidenziato di recente da un team internazionale di scienziati, i chili in eccesso non sono legati in alcun modo al metabolismo. Quest’ultimo continua a rimanere un aspetto importante della nostra vita e rallenta soltanto dopo i 60 anni. Questa la conclusione a cui sono giunti gli esperti, analizzando i dati relativi a circa 6.500 pazienti di età compresa tra gli 8 giorni e i 95 anni.
Acqua calda - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
Fatto il nome della bevanda migliore durante la dieta
Ai soggetti analizzati veniva dato da bere la mattina un bicchiere d’acqua: una parte delle molecole di quest’ultima conteneva isotopi pesanti, invece dei consueti atomi di idrogeno e ossigeno. In base alla rapidità di espulsione di questi elementi dall’organismo (per effettuare queste stime sono stati raccolti campioni di saliva e urine) e in base alla quantità di anidride carbonica espirata dai soggetti durante le loro attività quotidiane, gli scienziati hanno monitorato il numero di calorie bruciate. Questo metodo, denominato dell’acqua doppiamente marcata, è utilizzato di frequente a livello sperimentale.
Una volta elaborati i dati ottenuti, gli scienziati hanno evidenziato che la rapidità del metabolismo umano raggiunge il suo picco all’età di 12 mesi. Al netto di eventuali divergenze legate alle dimensioni corporee, i giovani consumano il 50% in più di energia rispetto agli adulti.
Per tutta l’infanzia e l’adolescenza la rapidità del metabolismo rallenta di circa il 3% l’anno. E continua così fino ai 20 anni. Dopodiché rimane stabile fino ai 60.
Successivamente questo valore tende a ridursi gradualmente dello 0,7% l’anno. Il rallentamento del metabolismo dopo i 60 è legato, secondo gli autori dello studio, al fatto che in quel periodo della vita umana perdiamo massa muscolare. Pertanto, fino ai 90 anni l’organismo ha bisogno di un terzo di energia in meno rispetto a un individuo di mezza età.

Rallentare o accelerare, questo è il dilemma

I ricercatori osservano poi che la “formula” del rallentamento metabolico da loro scoperta non funziona in maniera univoca per tutti. In alcuni soggetti, infatti, il metabolismo può considerarsi nella norma quando opera al 25% in meno rispetto alla media dei coetanei, ma si può arrivare anche a un quarto in meno.
Queste eccezioni, però, non intaccano il quadro complessivo. Tuttavia, gli scienziati non comprendono per quale motivo due soggetti di uguale altezza e corporatura possano presentare metabolismi così diversi. Al momento non è stata confermata alcuna ipotesi. Comunque gli scienziati hanno escluso che sesso ed età svolgano un ruolo preponderante.
Ma vi sono dati a supporto della tesi per cui il metabolismo possa dipendere dallo stile di vita che conduciamo. Nello specifico, a influire molto sono le diete.
Dieta mediterranea  - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2021
Svelata la "regola d'oro" di qualunque dieta
Alcuni scienziati americani hanno preso in osservazione per 6 anni 14 volontari e hanno scoperto quanto segue: se si dimagrisce rapidamente, il metabolismo rallenta e anche in maniera significativa. Hanno misurato la massa corporea, quella grassa, il livello di ormoni e la rapidità metabolica dei partecipanti al reality show The Biggest Loser. I soggetti in 30 settimane hanno perso 10 kg, ma, dopo 6 anni, 13 di loro sono tornati al peso di partenza o l’hanno persino superato.
Ogni giorno l’organismo dei partecipanti allo show bruciava in media 500 kcal in meno rispetto al previsto, considerata la loro massa. Inoltre, la concentrazione della leptina (l’ormone della sazietà) in questi soggetti era stata ridotta di circa il 40% rispetto a quella registrata prima dell’inizio dello show.
Secondo i ricercatori, l’effetto rebound può essere evitato se il dimagrimento avviene in maniera graduale nel corso di un periodo di tempo prolungato.

Ingrassare nel sonno

In base a uno studio sudcoreano, anche un sonno incostante può rallentare il metabolismo. Gli scienziati hanno formulato questa conclusione dopo aver studiato i dati sanitari di oltre 133.000 soggetti di età compresa tra 40 e 69 anni.
I chicchi di caffè - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2021
Il caffè compensa temporaneamente gli effetti della mancanza del sonno sul cervello
Ci sono voluti 9 anni per raccogliere i dati. Alla fine è emerso che un uomo su 3 e una donna su 4 presentano problemi metabolici che generano ipertensione, obesità, glicemia alta e livelli di HDL bassi.
Tutti questi soggetti o non dormono a sufficienza o dormono troppo. Il deficit di sonno (meno di 6 ore a notte) ha un impatto negativo sulla salute degli uomini, mentre un eccesso di sonno (oltre 9 ore a notte) incide negativamente sulla salute femminile. Idealmente bisognerebbe dormire 7-8 ore a notte, secondo lo studio. In coloro che seguono questo regime, la rapidità metabolica corrisponde all’età e alle dimensioni corporee.

Cioccolato per il metabolismo

Uno dei pochi modi per accelerare il metabolismo è stato trovato da alcuni scienziati spagnoli e americani. Funziona, però, soltanto con le donne.
Cioccolato fondente - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
Come il cioccolato aiuta a togliere lo stress: la risposta degli scienziati
Per 6 settimane gli esperti hanno messo sotto osservazione 19 soggetti che, per i primi 14 giorni, oltre alla consueta razione di cibo hanno mangiato 100 grammi di cioccolato al latte a colazione, i successivi 14 giorni l’hanno mangiato a cena e poi hanno smesso di consumarlo. All’inizio e alla fine di ogni fase i ricercatori hanno misurato i valori metabolici e calorimetrici.

È emerso che la porzione mattutina di cioccolato ha ridotto il consumo energetico di 300 calorie al giorno, ha diminuito i livelli di glucosio a stomaco vuoto e ha incrementato del 25% i livelli di perossidazione lipidica. La porzione serale di cioccolato ha, anch’essa, ridotto il consumo calorico (ma di solo 300 al giorno), ha favorito l’aumento dell’attività fisica di circa il 7% e incrementato il metabolismo glucidico del 35,3%.

Si consideri che il peso dei partecipanti non è cambiato durante lo studio, sebbene 100 grammi di cioccolato rappresentino 542 kcal in più.
Gli scienziati ipotizzano che questo effetto sia legato alle sostanze che compongono la cioccolata e, in particolare, alla epicatechina che, come è stato dimostrato, riesce a influenzare il nostro senso di sazietà. Tuttavia, per confermare o confutare i risultati ottenuti, sono necessari ulteriori esperimenti.
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