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Parla l'uomo che schiaffeggiò Macron: "non ho rimpianti"

© AP Photo / Ludovic MarinEmmanuel Macron
Emmanuel Macron - Sputnik Italia, 1920, 11.09.2021
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Damien Tarel, l'uomo condannato a quattro mesi di carcere per aver schiaffeggiato il presidente Emmanuel Macron nella regione della Drôme, ha detto di non avere "rimpianti" quando è finito in carcere. Oggi intende partecipare alle manifestazioni contro il green pass "simbolicamente".
"Non ho alcun rimpianto per quel gesto", ha detto il 28enne a BFM TV, appena uscito dal carcere. "È stato solo una piccola sberla, penso che Macron si sia ripreso molto bene", ha aggiunto Damien Tarel, descrivendo il suo gesto.
"Non è stato un pestaggio come può avvenire nelle manifestazioni dei gilet gialli, dove la gente esprime il proprio malcontento", ha proseguito il giovane.
Durante una visita di Emmanuel Macron a Tain-L'Hermitage, l'8 giugno, il contestatore Damien ha colpito in faccia il presidente della Repubblica al grido di "Abbasso Macronie!", provocando una grande ondata di proteste all'interno della classe politica.
"Quel giorno, ero andato a contestare il presidente Emmanuel Macron e quello che ho visto erano rappresentanti dei gilet gialli presenti lì per mostrare il loro malcontento, persone che lavorano molto duramente, spesso anziani, respinti dalle forze di polizia pagate con le loro tasse" una cosa "che mi provoca ribrezzo", ha spiegato il giovane.
“La gente è imbavagliata, come ti aspetti che trasmetta le sue idee oggi?”
L'uomo ha anche assicurato che andrà alle manifestazioni di oggi contro il green pass.
"È mia priorità, dopo essere uscito di prigione, almeno simbolicamente unirmi a questo movimento che contesta la decisione del green pass".
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