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Galli, la pandemia si combatte solo con i vaccini e non con i tamponi

© Sputnik . Serkan DemirtaşIniezione del vaccino anti-Covid ad un uomo in Turchia
Iniezione del vaccino anti-Covid ad un uomo in Turchia - Sputnik Italia, 1920, 11.09.2021
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La pandemia non la risolviamo “a colpi di tampone”, dice il professore Massimo Galli del Sacco di Milano.
Quello che serve “è vaccinare il più possibile”, non il 90% o il 98%. Bisogna vaccinare e basta, perché non sappiamo quanto serve vaccinare contro la variante Delta e le altre.
E l’accademico se la prende anche con i sindacati: “Per i sindacati è il momento di capire che la battaglia d'avanguardia è la vaccinazione per tutti e non la difesa di chi non può andare a mensa”, riporta l’Adnkronos.
Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale, il professore Galli fa notare che “la questione è sul tavolo di tutti i Paesi europei” e non solo dell’Italia.
E lui si dice favorevole all’obbligo vaccinale, “perché non ci sono obiezioni ideologiche o costituzionali. Mi pare chiaro che l'interesse collettivo prevalga su quello individuale”, dice. Anche se un limite all’obbligo vaccinale lo vede, ma è piuttosto di tipo politico.
“L'unico dubbio è pratico: sarebbe politicamente divisivo e poco realistico imporre l'obbligo e farlo rispettare. Allora se fosse così – prosegue il professore – forse sarebbe meglio allargare il più possibile il green pass come incentivo a vaccinarsi, magari prevedendo l'eccezione dei guariti anche senza nessuna dose”.
In precedenza il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha riferito che l’obbligo vaccinale contro il coronavirus è una possibilità che si trova sul tavolo delle decisioni governative.

La variante Delta è un problema

Il professore Galli riprende un caso di studio di una classe in California, che i virologi ed epidemiologi italiani da tempo stanno riproponendo a più riprese.

Il caso di studio mostra come una docente non vaccinata e affetta da Sars-CoV-2 nella variante Delta, “ha infettato la prima fila in maniera sintomatica e la seconda asintomatica. Purtroppo la Delta ha una capacità diffusiva spaventosa e basta una persona a propagarla”, spiega Galli.

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La terza dose

Come manifestato in precedenza, Galli si mostra prudente sulla terza dose. Secondo lui se una persona non ha risposta alla prima e alla seconda dose “è difficile che si giovi della terza”.
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