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Dombrovskis: nei bilanci 2023 tornerà per tutti il Patto di stabilità

© Sputnik . Оксана Джадан / Vai alla galleria fotograficaValdis Dombrovskis
Valdis Dombrovskis - Sputnik Italia, 1920, 11.09.2021
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Detta con parole economicamente eterodosse, il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha annunciato che dal 2023 la pacchia finirà e che si tornerà tutti al Patto di stabilità, che nell’ultimo decennio ha vincolato l’Italia e altri paesi a mantenere i conti in ordine anche a discapito della crescita economica.
“Quando prepareranno i bilanci 2023, i Paesi dovranno tenere conto che la clausola di sospensione del patto di stabilità verrà disattivata”, ha detto il falco Dombrovskis.
Il Patto di stabilità sta tornando, preparatevi economie Ue da sempre in difficoltà, anche se “ora la questione è come esattamente verrà gradualmente rimosso”, perché non è ben chiaro come andrà a finire questa storia.
I Frugali sono per il ritorno alla linea del rigore, altri ovviamente no.

La risposta alla crisi un successo

E siccome la risposta alla crisi è stata un successo, ora si può tornare al Patto di stabilità. “Abbiamo segni di una solida ripresa, la crescita del Pil è proseguita per il secondo trimestre, oltre le aspettative”, ha aggiunto Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine della riunione dell’Ecofin a Brdo in Slovenia, come riportato da Tgcom 24.
Il supporto non può mica “durare per sempre”, quindi “quando sarà il tempo, dovremmo iniziare a ridurre il deficit fiscale e il debito e allo stesso tempo gli Stati devono migliorare la qualità delle loro finanze nella revisione nella spesa”, sono le parole del vicepresidente della Commissione europea.
La domanda che però ci si pone è se davvero l’Europa stia tornando ad essere quella del Patto di stabilità o se la pandemia non abbia, piuttosto, imposto una nuova normalità, espressa anche dall’approvazione del Next Generation EU.

Investimenti e transizione

A proposito della nuova Ue, Dombrovskis ha detto:
“Dobbiamo creare spazio per investire in aree che potenzialmente possono creare posti di lavoro, come la transizione verde e digitale. C'è un doppio compito: ridurre il deficit e investire. Gli investimenti da soli non bastano, ma devono andare di pari passo con riforme strutturali che sono contenute nei recovery plan. Serve un ambiente di mercato che incentivi gli investimenti, libero da colli di bottiglia. Tuttavia, le tecnologie digitali non vengono senza rischi e dovremmo proteggere i consumatori mentre promuoviamo l'innovazione”.
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