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Autorità UE, i prestiti da €900 milioni del governo ad Alitalia sono "illegali"

Alitalia - Sputnik Italia, 1920, 10.09.2021
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Le autorità antitrust della Ue hanno stabilito che i prestiti da 900 milioni di euro erogati dal governo italiano alla compagnia di bandiera Alitalia erano "illegali", ma hanno autorizzato la nuova compagnia Ita ad ottenere finanziamenti statali ed evitare di rimborsare i soldi, in quanto è stata riconosciuta la discontinuità tra i due vettori.
La Commissione Europea è giunta alla conclusione che i due prestiti erogati dal governo, per un valore complessivo di 900 milioni, ad Alitalia nel 2017 non sono conformi ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, è pertanto sono illegali. Lo Stato italiano deve quindi recuperare questi fondi da Alitalia oltre agli interessi.

"A seguito della nostra indagine, abbiamo concluso che i due prestiti governativi dal valore di 900 milioni di euro concessi dall'Italia ad Alitalia hanno dato all'azienda un vantaggio sleale rispetto ai suoi concorrenti, in violazione delle regole sugli aiuti di Stato dell'UE", ha affermato, citata da France Presse, il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager.

Buone notizie per Ita, la nuova compagnia aerea di bandiera di proprietà dello Stato, dal momento che Bruxelles vede una discontinuità tra i due vettori aerei, pertanto non avrà l'onere del rimborso di questi fondi.

"La Commissione ha concluso che, in base al piano dell'Italia per la nuova compagnia e alle condizioni secondo cui determinate attività saranno trasferite da Alitalia a Ita, vi è una discontinuità economica tra Alitalia e Ita. Pertanto Ita non sarà responsabile dei 900 milioni di euro, maggiorati degli interessi, che Alitalia dovrà rimborsare all'Italia, ai sensi dell'odierna decisione distinta della Commissione".

Ma la neonata Ita ha beneficiato di un'altra decisione favorevole da parte delle autorità europee, che hanno riconosciuto legittimi i finanziamenti statali, fornendo a proposito le corrispondenti motivazioni.
"La Commissione ha constatato che l'investimento in Ita garantirà allo Stato italiano un rendimento che anche un investitore privato avrebbe accettato, pertanto tutti gli stanziamenti nell'arco di tre anni pari a circa €1,35 miliardi" non costituiscono aiuti di Stato ai sensi delle norme dell'UE".
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