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"Democratici Svedesi" chiedono lavoro obbligatorio per gli immigrati che vivono di sussidi

© REUTERS / Bob Strong/File PhotoSweden's flag is seen near the Stockholm Cathedral in Gamla Stan or the Old Town district of Stockholm, Sweden
Sweden's flag is seen near the Stockholm Cathedral in Gamla Stan or the Old Town district of Stockholm, Sweden - Sputnik Italia, 1920, 10.09.2021
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Sebbene il tasso di disoccupazione complessivo in Svezia sia del 7,9%, tra gli immigrati è quasi tre volte più alto e supera il 21%. Allo stesso tempo il 13,4% della popolazione è idonea per lavorare.
Il piano del governo danese di introdurre il lavoro obbligatorio per le persone che ricevono sussidi con "necessità di integrazione" sembra prendere piede. In pochissimo tempo è stato salutato con favore dal leader dei Democratici Svedesi Jimmie Åkesson, che ha chiesto l'introduzione di un sistema simile nel proprio Paese.
"È irragionevole per le persone vivere di sussidi per diverso tempo senza fare nulla in cambio", ha detto Jimmie Åkesson, citato dal quotidiano Svenska Dagbladet.
Il leader dei Democratici Svedesi ha sostenuto che la proposta danese dovrebbe essere studiata e adottata anche in Svezia.
“Da tempo stiamo spingendo per estendere le attività richieste per chi riceve sostegno per il reddito. Oggi in Svezia si tratta principalmente di frequentare qualche corso che migliora le competenze o di imparare lo svedese”, ha affermato Åkesson.
Il leader dei Democratici Svedesi ha chiesto specificamente di includere quelle che ha definito iniziative socialmente vantaggiose, che non dovrebbero essere confuse con le attività di un ufficio di collocamento. Secondo lui, “affollerebbe il mercato del lavoro” e “distorcerebbe la concorrenza”. Invece ha proposto attività non retribuite come la pulizia delle spiagge e la raccolta dei rifiuti.
La proposta danese, presentata all'inizio di questa settimana dal governo socialdemocratico come parte del piano "La Danimarca può fare di più", ha lo scopo di saturare il mercato del lavoro con forze fresche e facilitare la ripresa post-Covid dopo il forte aumento della spesa pubblica per alleviare gli effetti della pandemia.
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"L'obiettivo è che tutti i cittadini con necessità di integrazione - sia i nuovi arrivati ​​che le persone che sono nel sistema previdenziale da lungo tempo - saranno nel lungo periodo vincolati dal requisito di 37 ore di lavoro obbligatorio", si afferma in una nota del governo danese.
Secondo il piano, 20mila persone in Danimarca saranno interessate dalla riforma, ma il numero aumenterà gradualmente. Questa politica dovrebbe essere rivolta verso le donne del Medio Oriente, del Nord Africa, della Turchia, dell'Afghanistan e del Pakistan (conosciute collettivamente come MENAP), circa il 60% delle quali è senza lavoro.
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