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Zaia chiede scusa e cancella il post sulle guide con l’uniforme della Wermacht

© Foto : RobertoRizzottoIl bunker restaurato
Il bunker restaurato  - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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L’annuncio era stato dato sul profilo del governatore del Veneto per l’apertura del museo realizzato nel bunker nelle terme di Recoaro.
Dopo le polemiche suscitate dal post del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, l’annuncio dell’apertura del museo-bunker all’interno delle terme di Recoaro, in provincia di Vicenza, con tanto di guide in perfetta uniforme della Wermacht, le forze armate tedesche attive durante il nazismo, è stato cancellato.
E sono arrivate anche le scuse del governatore.
"La Presidenza si scusa, a nome della struttura responsabile, con tutte le parti che si siano sentite in qualche modo ferite da questo post, il cui intento non era certo quello di offendere sensibilità e memorie. Onde evitare ulteriori disagi, è stato dato ordine di cancellare il post", si legge in una nota della Regione.

Il restauro e l’annuncio controverso

Zaia aveva pubblicato nei giorni scorsi sul suo profilo le foto del bunker restaurato, che si trova nel complesso delle terme di Recoaro, dove, nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, si era installato il quartier generale del federmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia.

“La riqualificazione del bunker, terminata a inizio estate, consente al visitatore di fermare il tempo per un'esperienza storico-culturale innovativa”, scriveva Zaia, presentando i lavori di restauro terminati.

Nelle immagini a corredo del post si vedevano i dipendenti in uniforme, le infermiere, alti ufficiali e un mezzo blindato dell’esercito nazista.

“Si esplorano gli ambienti del bunker attraverso visori multimediali che utilizzano la realtà virtuale, pannelli espositivi. La visita è su prenotazione e si è accompagnati da guide in divisa d'epoca della Wehrmacht. Presente anche un check point di accesso tedesco”.

E proprio questo è stato il punto che ha fatto discutere.

Le spiegazioni della presidenza

La nota emessa a seguito delle polemiche spiega che “tutte le attività sui profili social riguardanti la promozione del territorio sono svolte in assoluta autonomia da una apposita struttura”.
La Regione spiega che Zaia “non ha alcuna visibilità né - ovviamente - esercita e può esercitare un diretto e costante controllo su queste materie, bensì si occupa in prima persona unicamente dei contenuti relativi ai post inerenti le attività amministrative, politiche, sanitarie, anche sulla base dei comunicati ufficiali diffusi dall'Ufficio Stampa".
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