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Professori svedesi: “Immunità di gregge improbabile, il Covid è qui per restare”

© REUTERS / Ciro De LucaVaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli
Vaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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I professori di virologia delle principali università svedesi hanno concluso che il SARS-CoV-2, molto probabilmente, non potrà essere debellato e rimarrà un virus stagionale ricorrente, esortando a "imparare a conviverci", confidando nel fatto che, nel tempo, tenderà a perdere potenza.
Tre professori svedesi di virologia, Lennart Svensson dell'Università di Linköping, Åke Lundkvist dell'Università di Uppsala e Anders Widell dell'Università di Lund, hanno concluso che anche un tasso di vaccinazione molto alto, superiore al 90%, non fermerebbe comunque completamente la diffusione dell'infezione da COVID-19, come testimoniato da esempi in tutto il mondo.
“Tutto indica che il SARS-CoV-2 rimarrà come un virus stagionale ricorrente. L'immunità di gregge sarà molto difficile o addirittura impossibile da ottenere", hanno scritto gli autori in un articolo di opinione sul quotidiano Dagens Nyheter.
L’immunità fornita dai vaccini o dagli anticorpi naturali elaborati dall’organismo durante la malattia, per altro, non è di lunga durata e sarà possibile riammalarsi più volte, tuttavia, questa la buona notizia, nel tempo il virus dovrebbe indebolirsi fino a trasformarsi in una comune influenza, motivo per cui conviverci sarà assolutamente possibile.
Secondo i professori, da tempo sono noti alla scienza quattro coronavirus che infettano l'uomo e ritornano durante la stagione invernale, provocando lievi raffreddori. Inoltre, dal 2003, l'umanità è stata colpita da due coronavirus completamente nuovi che possono causare infezioni molto gravi: SARS-CoV-1 (con mortalità di circa 10 percento) e MERS-CoV (con mortalità di circa 34 percento).

Il nuovo SARS-CoV-2 non sarà sradicato, hanno scritto i professori svedesi, né attraverso l'immunità naturale né l'immunità di gregge ottenuta con la vaccinazione, poiché solo i virus che hanno l'uomo come ospite unico possono essere completamente eliminati, come avvenne con il vaiolo negli anni settanta, grazie alla vaccinazione di massa.

Al contrario, affinché i virus animali possano attraversare i confini e saltare le specie, sono necessarie mutazioni, che spesso si traducono in una rapida diffusione a scapito della patogenicità. Il nuovo SARS-CoV-2, come i quattro tipi di coronavirus stagionali, ha mostrato una diffusione globale e probabilmente ha ridotto la mortalità nel tempo, hanno riflettuto.
"Quindi, tutto indica che SARS-CoV-2 diventerà endemico, motivo per cui dobbiamo imparare a convivere con questo virus", hanno scritto i professori.
Tuttavia, la storia suggerisce che ci vorranno molti anni prima che il virus perda la sua potenza e diventi un coronavirus stagionale, hanno affermato, citando OC43 (HCoV-OC43), che probabilmente dal bestiame si adattò all’uomo intorno al 1890 per poi essere rilevato per la prima volta solo nel 1967 in bambini con sintomi di raffreddore. Nel frattempo, il nuovo virus continuerà a mutare.

"Singole varianti del virus possono avere una maggiore capacità di diffusione, anche se la maggior parte non viene trasmessa, a causa del fatto che le nuove mutazioni, spesso, non danno alcun vantaggio evolutivo al virus", hanno spiegato i professori.

I vaccini odierni, tuttavia, forniranno protezione contro le infezioni gravi causate dalle varianti attualmente note, sebbene i professori abbiano sottolineato che è improbabile che i vaccini forniscano una protezione più duratura rispetto a un'infezione naturale e, in ogni caso, non eterna.
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Imparare a convivere con il virus, man mano che questi a sua volta imparerà ad adattarsi all’uomo a forza di mutazioni, sarà la soluzione più ovvia, concludono gli scienziati.
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