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Marocco: Islamisti sconfitti alle elezioni parlamentari

© AFP 2021 / ALAIN JOCARDRe del Marocco Mohammed VI
Re del Marocco Mohammed VI - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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Lo scrutinio delle elezioni parlamentari rivela una decisa inversione di tendenza in Marocco: su un totale di 395 seggi, il partito degli islamisti moderati, il PJD, ne conquista solamente 12, mentre nelle precedenti elezioni del 2016 ne aveva 125.
ll Partito della Giustizia e dello Sviluppo, il PJD (dal francese Parti de la Justice et du Développement) è un partito moderato, ma di chiara ispirazione islamica. Dalla sua prima partecipazione elettorale, nel 2002, era andato sempre crescendo, fino ad arrivare ai 125 seggi vinti nelle elezioni del 2016.
Le nuove elezioni hanno per la prima volta attestato un repentino calo, con soli 12 seggi assegnati, sui 395 del Parlamento, al 96% delle schede fino ad ora scrutinate.
Al contrario, grande successo ha ottenuto l’RNI, il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti, partito politico di orientamento liberale, fondato nel 1978 dall'allora Primo ministro Ahmed Osman. L’RNI, guidato dal ministro dell'agricoltura miliardario Aziz Akhannouch, è passato dai 37 seggi conquistati nel 2016 ai 97 della presente tornata.
Segue il PAM, il Partito Autenticità e Modernità, di ispirazione filo-monarchica, costituito nel 2008 dalla confluenza di più distinte forze politiche, che ha preso 82 seggi.
Terzi i nazionalisti conservatori dell'Istiqual, il Partito dell’Indipendenza, con 78 seggi.
Nonostante sia stato il più grande partito dal 2011, il PJD non è riuscito a fermare le leggi a cui si oppone, inclusa quella che tende a rafforzare la lingua francese nelle istituzioni e quella per consentire l'uso medico della cannabis.
In una dichiarazione di mercoledì, il PJD ha accusato i rivali di acquistare voti, senza dettagliare l’accusa, e, tuttavia, rassicurando, tramite la voce dell’ex ministro Lahcen Daoudi, che “il PJD passerà all'opposizione se non vince le elezioni”.
L'affluenza alle urne durante le elezioni che si sono tenute ieri, mercoledì 8 settembre, è migliorata al 50,3%, rispetto al 43% del 2016. Questo probabilmente è dovuto al fatto che le elezioni parlamentari si sono tenute lo stesso giorno insieme a quelle amministrative locali.
Il Marocco è una monarchia costituzionale in cui il re detiene ampi poteri. È questi che deve approvare la scelta del Primo ministro dopo le elezioni, pur se è il Parlamento ad indicare il candidato. Detiene anche consistente discrezionalità in quanto alle nomine di dipartimenti chiave quali l'Interno, gli affari Esteri e la Difesa.
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