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La svolta di Draghi sul comitato per la desecretazione degli atti sulle stragi

© SputnikIl Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi
Il Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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Le attività saranno direttamente seguite dalla presidenza del Consiglio. Rimosso dall’incarico il responsabile dell’Archivio centrale, De Pasquale: malviste le simpatie per Rauti.
Un cambio di passo netto quello deciso dal premier Mario Draghi nell’ambito degli atti relativi alle stragi che hanno segnato l’Italia.
Draghi ha deciso che non sarà Andrea De Pasquale, responsabile dell'Archivio centrale dello Stato, a guidare il comitato per la desecretazione degli atti sulle stragi, ma sarà direttamente la presidenza del Consiglio a seguire i lavori.
E il premier in prima persona ha dichiarato che si occuperà del dossier, facendo presiedere le riunioni del comitato consultivo, sede di confronto tra le istituzioni, la società civile e i familiari delle vittime di stragi, a Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi.
Inoltre Draghi si è impegnato a dare impulso alle attività di desecretazione dei documenti, dopo la direttiva emanata lo scorso 2 agosto. L’obiettivo è declassificare anche la documentazione su Gladio e la Loggia P2.

La rimozione di De Pasquale e le simpatie per Rauti

La decisione di togliere al responsabile dell’Archivio centrale dello Stato, De Pasquale, la gestione della desecretazione è "un passo decisivo per la ricerca della verità", secondo le associazioni dei familiari delle vittime.
De Pasquale era stato al centro delle polemiche per le sue posizioni di estimatore di Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo: alcuni membri sono stati coinvolti nella cosiddetta strategia della tensione.

L’incontro con le associazioni dei familiari

Il premier Draghi ha spiegato che seguirà personalmente il dossier degli atti e ha annunciato un primo stanziamento per garantire l'operatività del Comitato e la "piena e immediata attuazione" delle direttive che dispongono la declassifica dei documenti sulle stragi avvenute tra il 1969 e il 1984 e i file su Gladio e Loggia P2.
Il premier ha incontrato anche i presidenti delle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi Paolo Bolognesi, Manlio Milani, Daria Bonfietti e la direttrice dell'Archivio storico Flamigni, Ilaria Moroni.
"Chiarezza e giustizia, quale contributo importante ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese", ha affermato Draghi nell'incontro.
Parole accolte favorevolmente dalle associazioni: Draghi, ha sottolineato Milani, "ci ha detto che vuole che la dinamica di queste vicende, che anche lui ha vissuto, siano memoria collettiva e farà di tutto per la giustizia e la verità".
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