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Fondi speculativi all’assalto della sanità americana

© Sputnik . Konstantin ChalabovDottore in ospedale
Dottore in ospedale - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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Da qualche tempo, i fondi di private equity stanno penetrando e comprando il sistema sanitario americano, persino intere catene di ospedali.
Più recentemente si sono mossi aggressivamente per acquisire anche le reti sanitarie di base, a partire dai centri diagnostici per le visite specialistiche, fino agli studi dei medici di famiglia. Si tratta di un fenomeno da tenere sotto la lente d'ingrandimento, poiché simili speculazioni e altre operazioni “creative” di acquisizioni finanziarie diventano spesso “merce di esportazione” americana ovunque nel mondo, soprattutto in Europa.

I fondi equity sono strumenti d’investimento sostanzialmente poco, o per nulla, regolati, con lo scopo di generare il massimo profitto in tempi brevi. Con una prospettiva di 3-7 anni, solitamente operano attraverso dei manager che gestiscono capitali di un numero limitato di partner privati e istituzionali. Spesso le loro operazioni di acquisizione sono fatte attraverso il cosiddetto “leveraged buyout”, cioè mediante lo sfruttamento della capacità d’indebitamento della società acquisita, iIl che rende indispensabile un ritorno veloce e di dimensioni rilevanti, per essere in grado di pagare gli interessi sui debiti contratti.

Si tenga presente che la spesa sanitaria negli Usa assorbe una parte sempre più grande del pil nazionale, dal 5% del 1960 al 18% del 2020, per arrivare al 20% nel 2024. Si stima che i costi per la sanità siano del 50-60% più alti della media degli altri Paesi dell’Ocse. Le spese ospedaliere, qualora fossero necessarie, assorbirebbero 25-50% del salario della cosiddetta classe media americana. Per esempio, circa il 30% del salario di un insegnante di college andrebbe per le spese e le assicurazioni sanitarie. Questa è anche una conseguenza del fatto che, nel periodo 2007-2014, i costi ospedalieri sono cresciuti del 42%.
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Fino alla legge Affordable Care Act (ACA) del 2010, meglio conosciuta come Obamacare, una parte del sistema sanitario americano era regolata e sostenuta con fondi pubblici da due strutture, Medicare, per gli over 65, e Medicaid, per le famiglie a basso reddito. Pur con i suoi limiti, l’Obamacare ha dimezzato il numero delle famiglie americane ancora senza una copertura assicurativa sanitaria. Com’è noto, negli Usa, in generale, l’assistenza sanitaria è privata e coperta da polizze di assicurazioni sottoscritte con compagnie private.
All’interno dell’Obamacare era stato introdotto il concetto di Accountable Care Organizations (ACOs). Siccome gli ospedali avevano aumentato i prezzi delle loro prestazioni, l’idea iniziale degli ACOs, gruppi organizzati di dottori, ospedali e altri fornitori di assistenza sanitaria, era quella di rendere la sanità più efficiente e meno costosa per i pazienti. Il risultato è stato un altro: attraverso gli ACOs si è registrata una maggiore concentrazione del settore sanitario con la formazione di cartelli di ospedali, di cliniche e di centri diagnostici. In tale processo, sempre per “tagliare” costi e inefficienze, molti ospedali sono stati chiusi e moltissimi posti letto sono stati ridotti. È lo stesso dramma che stiamo vivendo da molti anni anche in Italia.
L’introduzione del sistema ACO ha indubbiamente fatto aumentare il numero di persone con un’assicurazione sanitaria. Si stima, comunque, che, per l’aumento dei costi delle prestazioni sanitarie, circa il 20% delle famiglie a basso reddito non l’abbiano ancora.
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Nel 2021, il processo di acquisizioni e di concentrazioni è cresciuto drammaticamente. Se si paragona l’andamento del secondo trimestre del 2021 con quello del 2020, gli investimenti per gli acquisti di studi medici sarebbero cresciuti di 10 volte.
Per esempio, secondo la società di consulenza Solic Capital Mangement, nel periodo indicato vi sarebbero stati investimenti e acquisizioni nella sanità per 126,1 miliardi di dollari, a paragone dei 12,1 miliardi del 2020. I settori più interessati sarebbero gli istituti di lunga degenza, gli ospedali e la medicina telematica.
Oggi, gli investitori nel sistema sanitario sono principalmente i fondi di private equity, soprattutto quelli che stanno diversificando i loro portafogli di investimenti, e certi enti finanziari specialmente creati per acquisizioni mirate. Il loro “appetito” è cresciuto in vista della possibile approvazione dell’American Family Bill, il programma del presidente Biden di spese, soprattutto per l’infanzia, di circa 3.500 miliardi di dollari.
Di fatto, è in corso una “guerra” tra i fondi equity e le assicurazioni per il controllo del settore sanitario americano. Si è visto anche quando il Congresso ha cercato di contenere la cosiddetta “fatturazione a sorpresa”, che avviene attraverso la maggiorazione dei costi e la pratica delle prestazioni mediche più costose e, a volte, non necessarie.
Secondo un articolo del New York Times del 2019, un’organizzazione di medici, che fortemente si oppose alla proposta di legge per regolamentare il succitato problema, godeva di un consistente appoggio da parte di due grandi ditte fornitrici dei settori dell’emergenza sanitaria, la Envision, controllata dal fondo equity KKR, e la TeamHealth, controllata dal fondo Blackstone.
Vanguard, BlackRock e Bain & Co. sono i fondi equity più attivi nella sanità mondiale, con parecchie decine di miliardi di dollari di asset. A ruota seguono molti altri, tutti con grande fanfara di pubblicità e di autopromozione. Oltre ai fondi “leader” americani, vi sono quelli con base a Londra e in Francia, molto attivi soprattutto in Europa e in Italia. E in questo settore, da qualche tempo, si sta muovendo anche la finanza cinese.

Si tratta di un cambiamento drammatico, perché, fino a pochi anni fa, gli operatori coinvolti facevano parte del sistema sanitario. Inoltre, detti fondi si stanno concentrando nei settori della sanità primaria, mentre in precedenza erano più interessati a quelli con alti ritorni economici come la dermatologia, l’ortopedia e l’oculistica.

La sanità di base, come i medici di famiglia, coinvolgeva principalmente pazienti assicurati con Medicare e Medicaid, mentre i settori specialistici avevano una clientela coperta da assicurazioni più commerciali. In altre parole, è in corso un processo di selezione sociale lungo le fasce di reddito. Il target è sempre più la parte dei pazienti anziani benestanti, lasciando quelli più poveri al sistema pubblico.
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La privatizzazione della sanità, se non è controllata e regolata, può rappresentare un serio problema sociale ed economico per le famiglie e per i governi. Lo abbiamo visto durante la pandemia, quando, la debolezza delle strutture sanitarie pubbliche, soppiantate da quelle private, e la mancanza di imprese farmaceutiche funzionanti nell’interesse generale, hanno messo i governi e le sanità pubbliche in grande affanno nell’affrontare l’emergenza.
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