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Cambiamenti climatici, alcuni animali starebbero "cambiando forma" per adattarsi

Esemplare di pappagallo cenerino
Esemplare di pappagallo cenerino - Sputnik Italia, 1920, 09.09.2021
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Uno studio australiano sostiene che alcuni animali, quali alcune specie di pappagalli, starebbero gradatamente aumentando le dimensioni dei loro becchi per meglio disperdere la temperatura corporea, secondo la cosiddetta ‘regola di Allen’, per cui, in climi più caldi, gli animali a sangue caldo tenderebbero ad estendere le appendici.
Lo zoologo e ornitologo statunitense Joel Asaph Allen, nel 1877, postulò che gli animali a sangue caldo, gli endotermi, nei climi più freddi, generalmente, possedessero estremità più corte rispetto agli esemplari della stessa specie, ma provenienti da climi più caldi.
La ‘regola di Allen’ indica, appunto, che a parità di specie, gli esemplari in climi più caldi, pur non necessariamente aumentando di volume, tenderebbero a sviluppare maggiormente le appendici, in modo da meglio disperdere il calore corporeo.
L'esempio classico ampiamente noto sono le orecchie degli elefanti africani, molto più grandi di quelle degli elefanti asiatici. Vivendo in un ambiente in cui fa più caldo, gli animali necessitano di maggiore dispersione di calore e le orecchie grandi servono appunto a questo.
Ebbene, secondo uno studio condotto dall’Università Deakin, dello Stato di Victoria, in Australia, il riscaldamento globale avrebbe già costretto alcune specie ad adattarsi, modificando i propri corpi, seguendo la regola prevista da Allen.
Nello studio pubblicato sul The Conversation, la professoressa Sara Ryding e il professor Matthew Symonds, suggeriscono che diverse specie di pappagalli australiani come il cacatua gang gang (Callocephalon fimbriatum) e il parrocchetto dal groppone rosso (Psephotus haematonotustra) avrebbero aumentato le dimensioni del loro becco tra il 4 e il 10% dal 1871.
Anche le appendici di alcuni mammiferi starebbero aumentando di dimensioni. Ad esempio, nel toporagno mascherato (Sorex cinereus) la lunghezza della coda e delle zampe sarebbe aumentata in modo significativo dal 1950. Nel grande pipistrello a foglia tonda (Hipposideros grandis), invece, la dimensione delle ali pare sia aumentata dell'1,64% nello stesso periodo, secondo le rilevazioni.
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