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La Riello fattura milioni, ma trasferisce la produzione in Polonia per risparmiare

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLavoro in fabbrica
Lavoro in fabbrica - Sputnik Italia, 1920, 08.09.2021
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Un nuovo caso di delocalizzazione: 90 lavoratori della sede in provincia di Pescara perderanno il posto tra 75 giorni. Un incontro con l’azienda è previsto per il 16 settembre.
Arriva dall’Abruzzo la nuova storia di operai licenziati dall’oggi al domani da una società in buona salute. Si tratta della Riello di Villanova di Cepegatti, nel pescarese, dove la multinazionale americana Carrier Corporation ha deciso di lasciare a casa 90 lavoratori e trasferire a Lecco i 19 che si occupano di ricerca e sviluppo.
L’obiettivo: trasferire la produzione di caldaie in Polonia, nello stabilimento di Torun, per risparmiare il 20% sul costo del lavoro.
Ma, come accaduto anche in altri casi, dalla Gianetti Ruote alla Gkn, gli stabilimenti hanno il pieno di ordini e fatturano milioni.
Per la Riello, in particolare, la situazione è più che positiva: quest’anno ha già fatturato 12 milioni di euro.
La motivazione dell’azienda, quindi, non è uno stato di crisi, ma sarebbe quella di anticipare la crisi. “Vogliono razionalizzare le risorse, a fronte di prodotti che usano ancora combustibili fossili. Ora vendono, un domani magari meno”, svela una fonte interna citata da La Stampa.

Si cerca di scongiurare i licenziamenti

E mentre al ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo economico si lavora ancora sul decreto anti-delocalizzazioni, gli operai, che potrebbero perdere il posto tra 75 giorni, hanno organizzato proteste, picchetti e sit-in.
Un incontro con l’azienda è fissato per giovedì 16 settembre.
“Abbiamo impugnato i licenziamenti. La speranza è che vengano ritirati per avviare una trattativa. Questa non è una crisi, ma una delocalizzazione”, dice Antonio Salvatorelli, sindacalista alla Riello.
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